Sorciniiiii!
Viva la fica, tanto per cominciare
Bene, oltre al Prae scriptum faceto bisogna aggiungerne uno serio, una captatio in cui premetto di essere io per primo un chat-dipendente, di non riuscire a farne a meno, di aver toccato ogni tipo di fondo telematico ed a volte di toccarlo ancora. Quindi so di cosa parlo e non me ne lavo assolutamente le mani.
Conoscendo dunque bene il letamaio della web-community mi voglio permettere di stilare uno scherzoso, a tratti sentenzioso ma soprattutto astioso vademecum.
Per principiare intanto tiriamo la qualche assunto a mo di pugnalata nelle terga.
Il modo per vivere in maniera sana la chat è viverla pochissimo – E si, la chat è un modo per aumentare il proprio bacino di conoscenze che altrimenti, per la maggioranza almeno si limiterebbe agli abitanti della propria città, al massimo della propria provincia. I rapporti necessitano di conoscenza e la conoscenza di frequentazione. Quella elettronica è un accettabile surrogato di quella reale. Al di là di questo però, la sua utilità si esaurisce.
Il modo per vivere in maniera sana la chat è viverla come se non ci fosse – se la chat serve ad ampliare il proprio bacino d'utenza et indi le nostre “possibilità” , per far si che esse siano veramente tali bisogna che, agganciato il pesce all'amo, poi si richiami la lenza: se già tirare su il pescato e ributtarlo in mare (dicasi “pesca sportiva”) sa di crudeltà, il farsi tirare amo, lenza, canna, starlights e pescatore tutto in acqua sa di ridicolo, e comunque inutile. Il Sarago va mangiato, il “chatter” incontrato (e mangiato, se non risulti indigesto).
...Ad onor del vero questo Vademecum potrebbe finire anche qua. Si perchè la “magia” della chat è talmente povera e banale che le 2 regole sopraenunciate bastano e avanzano come stelle polari per orientarsi nella notte elettronica.
Mi si obietterà che i due assiomi da me partoriti (nel dolore) sono banali, travianti e completamente indifferenti alle sfaccettature del “web-comunicare”. Giusto. Delle cosiddette sfaccettature si può parlare in maniera faceta; ed è l'unica maniera sensata. Bisogna rendersi conto che, se le profondità caleidoscopiche del chattare possono essere golose per chi studia psicologia, per tutto il resto del mondo la chat e l'”instant messanging” dovrebbe essere qualcosa di analogo ad un videotelefono, ma decisamente meno costoso.
Ovviamente col condizionale si aprono le porte del pantano telematico.
La distanza, la forbice tra teoria e pratica è infatti immensa, tale che quasi non si parla della stessa cosa. E questo in ragione della sostanza e delle possibilità tecniche, quelle presunte soprattutto, che distanziano internet ed il suo “interfacciarsi” da tutti i mezzi precedenti tanto quanto il teletrasporto dalla biga.
Sul web si gode di un anonimato sostanzialmente assoluto, combinazione di privacy vera e propria e di convenienze calcolate. Un anonimato coperto da una naturale comoda omertà che si trasforma in impunità quasi sempre ( non credo che un malato mentale che si spaccia per trans senza esserlo riceverà mai la visita della polizia postale per aver rubato foto di un transessuale vero da spacciare come proprie, e per truffa ai danni del povero lurido triste porco che voleva fare giochetti con un ladyboy e che lo avrebbe dovuto denunciare. Chi vuole la patente ufficiale di “povero lurido triste porco”, eccetto me?); gli esempi del contrario, di chi si ribella sono circoscritti di solito a reati odiosi come la pedopornografia e sopratutto non singoli ma cumulativi, con un trend di vendita (che genera visibilità e rintracciabilità), dei consumatori , dei “produttori” e delle vittime innocenti. I casi in cui la denuncia parte da tizio contro caio sono rarissimi come le perle di Labuan; non troppo tempo fa un padre, nel cogliere la propria figlia, una 15enne, nell'atto di spogliarsi davanti una webcam, sporse denuncia (credo) per circonvenzione di incapace verso lo “spettatore” dall'altra parte del monitor. Un particolare però va espresso, di fondamentale importanza: questo coraggioso papà è mussulmano. In quasi tutte le altre occasioni in cui si ripetano scene simili e non ci sia l'etica fortissima dell'Islam a indicare torti e chiedere riparazioni, il genitore che scopra la propria prole indaffarata col proprio organo sessuale contro un obbiettivo digitale conclude che ha generato una zoccola/un pipparolo, conclusione seguita a volte da punizioni educative, quasi mani da denuncie.
Seriamente parlando, l'analisi dei meccanismi di fuga, spersonalizzazione e proiezione del proprio SE nella volta inane di internet è ben descritto in ogni trattato che parli della I.A.D. (internet addiction disorder :http://www.dipendenze.com/nuovedipendenze/internet.asp per una breve ma esauriente spiegazione - il Vostro è radiografato perfettamente al punto sette). In questa sede mi voglio limitare ad indicare come fondamentale la comparazione tra l'uso smodato della rete e l'assunzione di sostanze psicotrope. Per comprendere decentemente i meccanismi dell' internettista e del chatterista in particolare, è infatti fondamentale affiancare alle furbizie dell'anonimato e dell'impunità, l'enorme leva fatta dal piacere, che i “successi” raccolti su internet ci danno e ci amplificano.
Questo coacervo di meccanismi si fonde dunque sprigionando un Big Bang multimediale che genera un vero e proprio universo parallelo in cui, come in un famoso gioco online, si vive una seconda vita.
Considerando le due regole espresse all'inizio, però, risulta chiaro come sia impossibile, declinando quei due comandamenti, finire col vivere un esistenza virtuale.
Da ciò se ne deduce in primis come siano veramente pochi quelli che vivono il web in modo sano, et in secundis come la “second life” suddetta sia una lunga e dolorosa bugia che non genera niente di buono se non per i proprietari dei supporti informatici dove essa si svolge ed i loro sponsor.
Approposito delle vite parallele, dunque, sia detto quanto segue:
A- niente illusioni, please -ricollegandosi a quanto esposto sulla I.A.D. nel sito sopraindicato, ed alle mie tesi esposte con le “leggi del disincanto”, chi spende energie nel costruirsi un mondo virtuale, è perchè ha qualche problema nel vivere quello reale. Tradotto: poste le dovute miracolistiche eccezioni, le principesse non lo accendono il pc, mentre la baraccopoli degli scarti è sempre connessa. E chattante. Di più: sempre con le dovute rare eccezioni, in chat non si trova nessuno di completamente sano. State sicuri/e che un difetto, nel 90% fisico, tale da averlo fatto precipitare negli “scarti”, lo si scova sempre.
O forse è la volta che il rospo fortunello ha trovato la principessa.
B – dato il punto A, se ne deduce che
B1 – Non sperate nel sesso. Riconduciamoci per un attimo al parallelo internet/sostanze psicotrope. Un effetto noto e forte di queste sostanze è quello dell'abbattimento del desiderio sessuale. Le pulsioni sessuali sono legate alla carnalità, quindi quando questa viene narcotizzata e rimane solo una mente protesa al Web, le possibilità di suscitare un interesse che vada al di là del mondo virtuale è quasi nulla.
Entrate in una chat che permetta di costruirsi un profilo: ora guardate bene i tempi e le abitudini; chi ha un profilo da più di un anno e sopratuttto entra regolarmente in chat per almeno un ora al giorno è probabile che sia già affetto da I.A.D. A questo punto decidete se quel bel tipo/a vi piace lo stesso e se ci volete provare liberi di farlo, ma dimenticatevi ogni possibile coinvolgimento reale: il “cyber sex” per quella persona è quello vero e rispetto ad esso ha la stessa importanza, se non di più , ma senza i noiosi inconvenienti di una frequentazione reale. Oppps! Volevo dire fisica. ^__^
B1 comma2 – siate accorti (abbiate culo). I più svegli di voi già avranno letto il rovescio della medaglia nel ragionamento di cui sopra: se i tempi sono direttamente proporzionali ai guai, nel web ed in chat in particolare, una persona che è dentro da poco e che comunque non sta dentro a giornate sane forse è abbordabile, con buona speranza di successo. Vero, bravi. Il Vostro ha avuto gli ultimi incontri con chatteriste proprio attingendo da questo ristretto bacino. Ovviamente anche altri indizi rivelatori di compulsività varie sono senza dubbio da tenere d'occhio, per primi i “feticismi grafici”: una ragazza che usa il telefono per procurarsi incontri lo terrà forse pulito, ma non si curerà dell'aspetto del telefono stesso mai quanto della sua perfetta efficienza, semmai, in quanto esso è uno strumento. Il giorno che vedrete una cornetta intarsiata di diamanti o con fini disegni all' uniposca sopra (ma vogliamo parlare dei pendagli che si illuminano quando il cellulare squilla?), saprete che siete di fronte o ad una grande artista, o ad una disperata feticista che vive la sua vita con un orecchio alla cornetta, sempre sul divano come il suo gatto. Che la schifa. Alla stessa maniera un profilo con una foto, anche una sola, e poche righe scritte raccontano di una persona che ha poco tempo da perdere con il “ricamo” digitale probabilmente perchè il suo mondo reale lo coinvolge più di quello virtuale, e quindi è un ottimo bersaglio. Pensate che in una famosa chat sono arrivati a coniare il titolo di “chat fidanzato/a” e di “chat sposi”! Bleah!
B1 commma3 – no amicizia? No party!- evitate come la peste coloro che “vogliono solo fare quattro chiacchiere”. “non vogliono contatti in privato”,” vogliono solo farsi amicizie”,”Sono qui solo per stare un po' con gli “amici”. Potrei citare il famoso programma della De Filippi ed ironizzare su come quei ragazzi siano tutto meno che “amici”. E convivono “tete a tete” per mesi. L'amicizia è un sentimento profondo, sottile e nobile che si nutre piano piano, di giorno in giorno con la frequentazione ed il confronto; quest'ultimo è talmente importante che anche quando scade nello scontro non fa che fortificare la pianta del rapporto amicale. Che razza di bonsai mal in arnese potrà nascere e crescere in un ambiente come quello delle chat in cui se la conversazione minimamente non ci aggrada più possiamo scomparire, bloccare chi non ci va a genio o rientrare completamente sotto altre “spoglie” un attimo dopo, come se nulla fosse? Il manto ipocrita dell'amicizia nasconde l'estremo rifiuto della sfera sentimental/sessuale: chi si nasconde sotto quella corta coperta, difficilmente offrirà qualcosa di più profondo di una pletoria di facete banalità sempre sincerandosi di essere sotto gli occhi di tutti.
C - al primo incontro il contatore torna a “zero” - bisogna considerare ogni primo incontro come se fosse alla cieca. Mai appoggiarsi a “prove” come foto o webcam, perchè l'incontro avviene nel mondo reale e , superate tutte le intemperie di quello telematico, ora dovrete affrontare quelle vere, e sopratutto i giudizi, il feeling a pelle...quindi la super-bionda che avete visto in foto potrebbe dimostrare 10 anni di più o avere una tale miriade di difetti inimmaginabili che vi faranno freddare all'istante, mentre il moro bonazzo potrebbe risultare un emerito fesso dal vivo.
C1- chi si accontenta gode – mettiamoci l'anima in pace: esame di coscienza e sguardo allo specchio; se siamo come il poster che prima nascondeva il vetro, allora lanciamoci senza tanti timori all'attacco di quella puledra mozzafiato che ci fa morire; se non possediamo ne poster ne specchio, ma sopratutto ce ne fottiamo, molto meglio, vuol dire che abbiamo raggiunto il Nirvana e crediamo nei nostri mezzi. E per la puledra di prima non c'è scampo...In tutti quei casi in cui subentrino “se”, “ma”,”forse” e un gran numero di calcoli, sarà il caso di “abbassare la cresta” ed entrare nell'ottica che la gamba storta non è un peccato, la chiappa bassina pure e l'occhiale “a fondo di bottiglia” (qui oso citarmi, modestamente) non è sinonimo di figli ciechi. Ricordiamoci sempre che la chat non è un isola felice, ma solo un riflesso opaco del mondo reale. Esempio: proviamo ad entrare in una di esse con tanto di foto (non troppo nostre) “ad hoc”, nei panni di una gran figa, e vedrete come una moltitudine di ratti, senza pudori di sorta, si lancerà in commenti pesanti ed in corteggiamenti mirabili nella loro breve chiarezza; ora uscite e rientrate fingendovi un cesso (spero dobbiate fingere), e vedrete come su di voi tanti scaricheranno le loro frustrazioni. Senza tirare la catena.
D(ulcis in fundo) - le chat vanno sfruttate – una chat non moderata è un porto di mare dei peggiori o la più lurida bettola in città. Quindi se vi va di scorreggiare, fatelo: siete nel posto giusto! Guardate una chat, osservatela, soppesatela, leggetene le regole e poi guardate fin dove potete spingervi. Un luogo dove ogni volta che entrate non venga richiesto un qualche tipo di documento è proprio quello in cui potete entrare, liberare tutte le goliardate che avete in mente finchè non venite presi e buttati fuori, per poi rientrare con un paio di baffi finti e ripartire da capo. Sine cura.
L'unico limite che vi consiglio di darvi è quello della vostra etica ( dire coscienza mi intimorisce) e buon secondo quello dato dalla consapevolezza che ogni tanto nel suddetto luogo si trova il metronotte. Raro come la neve d'Agosto, ma succede. Le storielle di quegli arresti che ci fanno sbottare sicuri “a me non succederà mai!” sono grottesche, ma mai quanto quelle del tizio che pur conoscendole diceva con tanta sicumera “ a me non succederà mai!”. E finì in manette.
Quindi nella piena consapevolezza di quel che fate, godetevi le meraviglie del web-pantano.
Per raccontarne un ultima ed anche delle meno sugose ( è finita l'estate, bisogna mettersi a dieta!), accadde che il Vostro in una chat di quart'ordine agganciasse un fesso spacciandosi per una nota modella (notissima nel web, si badi bene!), facendosi addirittura chiamare sul cellulare
“pronto, ciao, sono...” fa una voce impostata, da macho
“si chi è?” risponde calma una la voce maschile del Vostro
“ehm..eh, sono x” palleggia a fatica il gancio, tirando un nome a caso
“mi scusi ma...chi le ha dato questo numero?”
“eeee... y.. una mia amica”
“ah. Siccome anche mia figlia si chiama y...ed è senza cellulare..forse inizio a capire”
“eh si infatti...mi scusi comunque mi scusi ...” incantato sul mi scusi come un disco rotto a cui va sempre più via la voce.
“ no si figuri...avevo parlato chiaro a y su questa cosa..vabè me la vedrò con lei stasera”
“..scusi, mi scusi,mi scusi... ah ..ok..eeee.. devo cancellare il suo numero?”
“preferirei, grazie” chiudo lapidario. Mai più sentito. La sera stessa il mio “alter ego” Y lo contattò dispiaciuta per l'equivoco, pronta a profonde scuse, ma X, vero gentiluomo, fu splendidamente comprensivo. Alla fine miss Y e gonzo X fecero pure la pace – torna sempre comoda un amica fica ^_^
Cadute nell'abisso, ispirazione e litri di Blues // Falls without rises, ispiration and gallons of Blues
Visualizzazione post con etichetta misogino corner. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta misogino corner. Mostra tutti i post
leggi del disincanto #2
regole del disincanto
assioma 2- Brutto vuole bello -
Lungi da me esporre esempi di una semplicità e di una chiarezza disarmante, ma che potrebbero non poco offendere i personaggi in essi coinvolti, principierò con delle considerazioni di carattere generale e non troppo legate tra loro. E forse ci continuerò pure.
La bellezza, non essendo un concetto univoco ed anzi essendo essa estremamente legata alle variabili ambientali e temporali, si comporta proprio come una merce: ciò che è detto, ritenuto, dichiarato bello...si vende sempre.
Ovvio che le suddette variabili non sono di natura caotica o randomica, o, se anche lo fossero, quanto meno hanno degli "attrattori" che permettono di coagulare i gusti, quindi anche di creare una domanda ben strutturata, "fruttuosa", e distinguere, quindi, fare la "classifica" di "gradimento" tra le varie bellezze; ecco così che un ottimo Coltrane d'annata si vende poco, costa (relativamente) poco e si scarica (poco anche in questo caso) dalla rete, mentre il calendario di questa tizia piuttosto che di quell'altra va a ruba . Fare confronti tra la fica ed il sax non è molto ortodosso, ma, visto che ambedue vengono "venduti" in edicola, nel mondo che io ritengo normale ed in cui mi piacerebbe snobbescamente vivere, il tizio x che passi sotto la tettoia di una buona edicola fornita tutta vetri non troppo puliti e scaffali verde garden, con qualche lira di troppo in tasca, che occhieggia distratto finchè non vede dietro un vetro ascentions incellophanato in un a4 e dirimpetto l'ennesima scosciata della Moric, dovrebbe godersi le foto abilmente elaborate e l'erezione che ne consegue girandosi l'ammiccante mensile di turno tra le mani -di solito le foto tirate li a mò di amo non si limitano alla copertina, parola di esperto- , ma, quando si fosse spenta la fugace fantasia del solito amplesso punitivo, la scelta cadrebbe sul Coltrane impacchettato.
Alla fine un monitor 17'' basta per visualizzare la fica in maniera soddisfacente no?
No.
E' un MP3 che semmai basta -e avanza- per ascoltarsi un palloso jazzista. O chiunque altro. Vuoi mettere un bell'A3 o un formato grande da mettersi davanti ai lombi e da centrare?? Ma scherziamo??
Si, ad onor del vero sto scherzando: difficilmente la Moric e le sue colleghe avranno dirimpetto niente di diverso da guide tv, pruriginosi settimanali o direttamente del porno.
Ecco spiegato perchè le veline e le loro epigone fanno vacanze da sogno e vite di raso, mentre per svangarla con una musica che non sia men che banale bisogna avere un bel faccino, la voce d'angelo, i modi di un pretino di provincia e suonare acustico al piano brevi melodie delicate. Ovviamente una storia di studi intensi, genio, impegno un pizzico di faccia tosta e tanta, tanta tenacia: Dio, che bello! Il figlio che ogni madre vorrebbe ed il sogno di ogni suocera. Stupenda un intervista a questo "santo" (ovviamente elido il nome) in qualche programma per giovinastri: domande tragiche fatte da una "maturona" truccata con l'aerografo che non sà più distinguere tra un cazzo, un braccio ed un gambo di tavolino.
"Ok Andrea, ho capito, ma, senza farla tanto lunga, basta che tu non compri nessun calendario naked, così la smetti di dare soldi a queste tipe ed alimentare un mercato che aborri".
Eccolo, finalmente, il punto!
Se queste tipe (e questi tipi) vivono alla grande,o comunque vivono della loro estetica, è perchè qualcuno la compra. Costoro non hanno nessuna colpa, fanno di un dono il loro sostentamento tale e quale a un pittore che faccia ritratti a carboncino; ed anzi, non possono totalizzare più introiti e devono limitarsi nello sfruttare le loro effimere risorse, unicamente per non urtare la sensibilità della curia, che chiude bonariamente un occhio e quasi due a volte, ma solo se la cappa di strane ipocrite regole non scritte, chiamata "decoro", viene rispettata. O se chi non la rispetta ha il potere per zittire la C.E.I. nel mentre che ricuce lo "strappo" ( Montezemolo preso nudo sulla tolda del suo yacht è un buon esempio).
Ma tutto questo sarebbe, ed è, noiosa botanica, macroeconomia dell'estetica di consumo.
La banalità finisce, o quantomeno, spero, si riduce, se dal macro passiamo al micro.
Come influisce questo insieme di regole, questo ambiente sulle nostre vite, sulla costruzione dei nostri rapporti interpersonali?
Intanto, statuiamo che influisce. Anche il più grande Nietzche del 2000 vive in questa epoca, e quando esce di casa vede schiere di ragazzine con pantaloni che coprono solo sino alle ginocchia e perizomi fucsia che ridono dei suoi baffoni impomatati. O forse non ridono affatto, ed anzi gradiscono la stravaganza... e di colpo il nostro filosofo si trova un numero di cellulare in mano, un paio di occhietti pieni di sottintesi addosso, seduto sul treno che porta a breve giro di posta verso il sesso orale- ma questa è un altra storia...
Viviamo in questo mondo e ne assorbiamo i modi ed essi cambiano noi molto più di quanto noi non si faccia con loro. La vecchietta 70enne passa dallo scappare bambina dalle bombe alleate all'imparare l'uso del cellulare. Lo odia, non ne capisce che i rudimenti, ne ha sempre fatto a meno, è una spesa inutile ma MA...deve averlo. Cel'hanno tutti, fa parte nella vita di tutti, è diventato indispensabile perchè è comodo e così figlio e nuora sono a distanza di una telefonata.
il "pensiero unico" di cui tanto si teorizza l'esistenza ed i termini, altro non è che un misto micidiale ed opprimente di banalità e conformismo. Qui cadiamo tutti o quasi, e comunque con esso dobbiamo interfacciarci, volenti o nolenti, pena l'isolamento.
Il problema, è che, a mio modesto parere, questi due agenti di trasformazione sopraindicati hanno un deleterio effetto sulla sensibilità del singolo al bello: visto che la bellezza è un opinione un concetto e visto che è anche free ed opensource, è complesso, solo parzialmente user friendly e quindi fatalmente soggetto ad ogni possibile tipo di attrattori, tra i quali svettano quasi solitari il gatto conformismo e la volpe banalità (torna come persona ma gli accostamenti risultano più felici se incrociati). Ecco che assieme al pensiero unico viene rilasciato un concetto di bellezza in licenza gratuita ma che non possiamo in nessun modo modificare, e sul quale abbiamo un influsso minimo, ovvero solo quello di consumer: se mi va bene, bene, altrimenti mi attacco.
Sarebbe come a dire che la bellezza "più bella" ed il luogo migliore dove discuterne è FreeBsd: efficiente, elegante, e, dove non lo fosse, si ha la possibilità di modificarlo a nostro piacimento -basta imparare a farlo-, mentre il 90% del mondo vive nell'universo windows: semplicissimo, quasi banale, abbastanza elegante, sufficientemente efficiente. Ma precotto.
Se voglio una modifica nel mondo unix semplicemente me la faccio, e\o chiedo delucidazioni al mondo degli sviluppatori\utenti. Se voglio una modifica nel mondo windows devo fare Gates di cognome. O commettere un reato di contraffazione.
Fuori dalla metafora informatica, è pacifico che, se il nostro "spettro" di assorbimento del bello si riduce, ne rimane solo la parte più facile da percepire, ovvero 90-60-90, l'addominale scolpito, l'occhio azzurro e gli zigomi levigati...o quello che ci viene dettato come bello dall' "establishment", grazie al bombardamento pubblicitario che non fa altro che abusare della porzione di spettro rimasta, riducendola ulteriormente.
E' curioso e tragico allo stesso tempo vedere come l'opera degli "attrattori" porti tutti, tutti i giovani senza distinzione di sesso ad abbigliarsi alla stessa maniera: quello che era definito casual è ora frainteso con una cosmogonia di piccoli stili (hip hop, house, techno, leather ecc ) che si vorrebbero nuovi e freschi e che invece portano ad un omologazione disarmante.
Il marketing (geniale, bisogna ammetterlo) di queste aziende ha oramai coperto l'intero mercato dell'apparire, ma, lungi dall'ammorbarlo, deprimerlo e quindi creare una risposta che genera un cambiamento, grazie al "regime" di pensiero unico esse hanno creato un brand di ferro, inattaccabile e che anzi, proprio perchè brand, può dettare le sue regole.
Perchè mettersi una scarpa A, quando la nostra [ vedasi marca qualsiasi ] è li a poco prezzo? Esistono i saldi ed addirittura abbiamo inventato gli Outlet per farti permettere di vestirti a prezzi bassissimi, quasi da furto.
Se non vuoi metterti quello che ti propongono fior fior di stilisti è una tua scelta precisa e consapevole. Se non sei con noi sei fuori, esclusa/o.
Per verificare la potenza di questi comandamenti basta vedere quante tipe che davvero non possono permetterselo si mettono jeans attillatissimi e a vita bassa, proprio come le altre. Come tutti gli altri.
Facile arrivare a concludere che, in un insieme omologativo, tutte\i vogliono tutte\i il più "bello" di quell'insieme (il difficile, dall'esterno,semmai, è notare delle differenze).
Ancora più interessante, direi divertente, o meglio direi degradante, è vedere come chi, per indole, per timidezza, per esperienza (traumatizzante), per insicurezza o quant'altro, si chiama fuori dal brand. Chi si toglie da sotto le grandi ali rassicuranti del conformismo si ritrova in una dura terra di nessuno, popolata di suoi simili che, troppo spesso putroppo, sono stati spinti ad una tale diaspora loro malgrado. Non raccontiamocela: ci vuole fegato, o incoscienza per vestirsi in una certa maniera pur essendo una culona, e non tutte cel'hanno: eh si, come quello che cel'ha piccino e piccino se lo tiene, così la bimba che già in età preadolescenziale ha la cellulite...senza qualche miracolo in età puberale, dovrà portarsi addosso qualcosa giudicato non troppo dissimile dalla gobba di Quasimodo. Con la differenza che costui, essendo uomo, può sempre spacciarsi per "un tipo"....
Il peso di un giudizio negativo veritiero ma rude, frettoloso, non si scrolla ammantandosi di una qualche tipo di cultura e dicendosi così di avere fatto il primo passo per reagire: se così fosse saremmo nel paese dell'Eldorado, dove chiunque vive bene.. basta che abbia voglia di cercare. Si vive invece in un sistema in cui ad una metà di integrati, si contrappone una metà di apocalittici, che nel 90% dei casi lo sono loro malgrado e, anche se non hanno il coraggio di ammetterlo, sono a tutti gli effetti degli scartati (ovviamente dalla prima categoria) per inadeguatezza o quant'altro e da tali, ovvero da scartati, si comportano, palesando un atteggiamento facilmente aggressivo, sempre sulla difensiva, sospettoso al limite del paranoico, quasi fossero dei soldatini con un moschettone incepposo sempre in prima linea.
La cosa divertente da notare che essi non sono realmente degli scarti, altrimenti ogni Oscar Pistorius si dovrebbe suicidare, bensì si sentono tali e interiormente sono d'accordo con la loro bocciatura, perchè, nel profondo, essi vorrebbero essere come gli altri (integrati), condividendone il modus vivendi e la weltanschauung. Il riconoscere il sistema "integrazionista" come l'unico valido e non come uno dei tanti, lungi dal portare ad una nuova consapevolezza tramite una riflessione lunga, dolorosa, ma liberatoria, dona solo recriminazione ed abiezione. In primis, e spesso senza un secundis, da se stessi verso se stessi: una perfetta sindrome di Stoccolma.
Pacifico quindi che in una situazione di tal fatta, le capacità di autovalutazione, ma mi verrebbe da dire semplicemente l'onestà, è gravemente compromessa, quindi, ogni Quasimodo\a, che abbia avuto la fortuna o no di accorgersi della propria deformità, punta indefessamente ad Angelina Jolie\Brad Pitt...a volte con più tenacia degli stessi integrati: nessuno scarto vuole uno scarto, nessuno vuole avere davanti un\a fallito\a che gli ricordi il proprio personale fallimento. Ecco quindi che, nella discarica degli esclusi non si vede come nei film accendere fuochi e ritrovarsi attorno ad un bidone ( io accendere un fuoco?? sforzarmi e sporcarmi, così poi Brad quando verrà a prendermi-perchè verrà, oh se verrà, brutti invidiosi- non mi troverà in tutto il mio splendore. Sforzarmi e sporcarmi per chi poi? per vedere delle brutte facce attorno al mio fuoco?? Braddd, Braaddd, mio principe azzurro, ti prego vieni presto, non ce la faccio più a resistere in mezzo a questi meschini buzzurri! ), bensì si vive come tante piccole "M.me Bovary" nell'astio e nella recriminazione, in un continuo homo homini lupus, generato dall'illusione della prossima salvezza portata dal principe integrato di turno e alimentato dal disgusto della vicinanza reciproca.
Così si passano gli anni pensando alle magnifiche sorti e progressive che ci aspettano, puntando il "bello" o la "bella" di turno sempre da lontanissimo, sicuri che la forza della nostra attrattiva sia irresistibile e scavalchi banalità come le presentazioni, la frequentazione ed altre pitocchierie simili...ed invecchiando, sempre più convinti dell'ineluttabilità del proprio futuro successo e sempre un passo più distanti dal palco dove si susseguono i nostri futuri "amanti", costruendosi attorno niente se non conoscenze, amicizie che sono null'altro che vaghe frequentazioni, buone per ingannare l'attesa del nostro trionfo, aborrendo come peste qualunque legame con i propri simili che sia diverso da un uscita o un aperitivo: senza impegno e quando va bene a noi.
Ovviamente questa regola generalissima si coniuga meglio o peggio a seconda della concreta realtà sottostante: così la tipa lambda, quasi vergine nella propria cittadina, trova nel cambio di posto e magari nelle dimensioni maggiori di una metropoli un gradimento insperato, ovvero da scarto diviene tipo- ed i tipi, si sa, hanno un loro bel gradimento...
Si miei cari, meschini lettori: in questa tragica, astiosa landa brulla e disadorna i rapporti interpersonali sono all'insegna della vaghezza e della pura superficialità che come un rampicante mirabilmente cresce nutrendosi di indifferenza e si espande senza paura di essere contrastato. Poi quando l'ormone urge e la luce emanata naturalmente dal principe azzurro ci fa accorgere che quello scarto che abbiamo di fronte tanto scarto non è...ecco che nascono le più tragiche ed impacciate storie di corteggiamento tra inferiori, tutte mezze parole, mezzi sguardi, mezzi saluti, frasi e confessioni fatte a terzi che arrivano di bocca in bocca trasformate in barzellette spassose, sempre incapaci di rompere il ghiaccio e (quasi) sempre destinate ad un imbarazzato naufragio.
Ancora più divertenti (ma da affrontarsi separatamente) sono le storie degli accoppiamenti tra scarti, o meglio ancora quelle mitologiche tra scarti e principi azzurri; si cari lettori, perchè ogni tanto anche le principesse e le fate turchine si ubriacano e dimentiche della bacchetta magica si introduco nelle interiora direttamente i rospi, che festeggiano come se avessero fatto 52 al totocalcio.
Vorrei tanto lasciarvi con un lieto fine cari sorcini, ma un lieto fine vuol dire tornare a vestire casual sapendo cosa voglia dire casual: casuale; aprire quindi un armadio e mettersi quasi quello che capita, non disdegnare la felpa grigia e non pensare che si ha un guardaroba demodè perchè l'arancione è il nuovo nero. Salutare chi si ha voglia di salutare senza calcoli, guardare quella col culo scolpito e anche quella che proprio scolpito non lo ha. Andar girando in città senza essere fermati per colpa della pelle troppo scura, delle vesti troppo povere e della mountain bike troppo sgarrupata da agenti in borghese. Con la Lacoste.
assioma 2- Brutto vuole bello -
Lungi da me esporre esempi di una semplicità e di una chiarezza disarmante, ma che potrebbero non poco offendere i personaggi in essi coinvolti, principierò con delle considerazioni di carattere generale e non troppo legate tra loro. E forse ci continuerò pure.
La bellezza, non essendo un concetto univoco ed anzi essendo essa estremamente legata alle variabili ambientali e temporali, si comporta proprio come una merce: ciò che è detto, ritenuto, dichiarato bello...si vende sempre.
Ovvio che le suddette variabili non sono di natura caotica o randomica, o, se anche lo fossero, quanto meno hanno degli "attrattori" che permettono di coagulare i gusti, quindi anche di creare una domanda ben strutturata, "fruttuosa", e distinguere, quindi, fare la "classifica" di "gradimento" tra le varie bellezze; ecco così che un ottimo Coltrane d'annata si vende poco, costa (relativamente) poco e si scarica (poco anche in questo caso) dalla rete, mentre il calendario di questa tizia piuttosto che di quell'altra va a ruba . Fare confronti tra la fica ed il sax non è molto ortodosso, ma, visto che ambedue vengono "venduti" in edicola, nel mondo che io ritengo normale ed in cui mi piacerebbe snobbescamente vivere, il tizio x che passi sotto la tettoia di una buona edicola fornita tutta vetri non troppo puliti e scaffali verde garden, con qualche lira di troppo in tasca, che occhieggia distratto finchè non vede dietro un vetro ascentions incellophanato in un a4 e dirimpetto l'ennesima scosciata della Moric, dovrebbe godersi le foto abilmente elaborate e l'erezione che ne consegue girandosi l'ammiccante mensile di turno tra le mani -di solito le foto tirate li a mò di amo non si limitano alla copertina, parola di esperto- , ma, quando si fosse spenta la fugace fantasia del solito amplesso punitivo, la scelta cadrebbe sul Coltrane impacchettato.
Alla fine un monitor 17'' basta per visualizzare la fica in maniera soddisfacente no?
No.
E' un MP3 che semmai basta -e avanza- per ascoltarsi un palloso jazzista. O chiunque altro. Vuoi mettere un bell'A3 o un formato grande da mettersi davanti ai lombi e da centrare?? Ma scherziamo??
Si, ad onor del vero sto scherzando: difficilmente la Moric e le sue colleghe avranno dirimpetto niente di diverso da guide tv, pruriginosi settimanali o direttamente del porno.
Ecco spiegato perchè le veline e le loro epigone fanno vacanze da sogno e vite di raso, mentre per svangarla con una musica che non sia men che banale bisogna avere un bel faccino, la voce d'angelo, i modi di un pretino di provincia e suonare acustico al piano brevi melodie delicate. Ovviamente una storia di studi intensi, genio, impegno un pizzico di faccia tosta e tanta, tanta tenacia: Dio, che bello! Il figlio che ogni madre vorrebbe ed il sogno di ogni suocera. Stupenda un intervista a questo "santo" (ovviamente elido il nome) in qualche programma per giovinastri: domande tragiche fatte da una "maturona" truccata con l'aerografo che non sà più distinguere tra un cazzo, un braccio ed un gambo di tavolino.
"Ok Andrea, ho capito, ma, senza farla tanto lunga, basta che tu non compri nessun calendario naked, così la smetti di dare soldi a queste tipe ed alimentare un mercato che aborri".
Eccolo, finalmente, il punto!
Se queste tipe (e questi tipi) vivono alla grande,o comunque vivono della loro estetica, è perchè qualcuno la compra. Costoro non hanno nessuna colpa, fanno di un dono il loro sostentamento tale e quale a un pittore che faccia ritratti a carboncino; ed anzi, non possono totalizzare più introiti e devono limitarsi nello sfruttare le loro effimere risorse, unicamente per non urtare la sensibilità della curia, che chiude bonariamente un occhio e quasi due a volte, ma solo se la cappa di strane ipocrite regole non scritte, chiamata "decoro", viene rispettata. O se chi non la rispetta ha il potere per zittire la C.E.I. nel mentre che ricuce lo "strappo" ( Montezemolo preso nudo sulla tolda del suo yacht è un buon esempio).
Ma tutto questo sarebbe, ed è, noiosa botanica, macroeconomia dell'estetica di consumo.
La banalità finisce, o quantomeno, spero, si riduce, se dal macro passiamo al micro.
Come influisce questo insieme di regole, questo ambiente sulle nostre vite, sulla costruzione dei nostri rapporti interpersonali?
Intanto, statuiamo che influisce. Anche il più grande Nietzche del 2000 vive in questa epoca, e quando esce di casa vede schiere di ragazzine con pantaloni che coprono solo sino alle ginocchia e perizomi fucsia che ridono dei suoi baffoni impomatati. O forse non ridono affatto, ed anzi gradiscono la stravaganza... e di colpo il nostro filosofo si trova un numero di cellulare in mano, un paio di occhietti pieni di sottintesi addosso, seduto sul treno che porta a breve giro di posta verso il sesso orale- ma questa è un altra storia...
Viviamo in questo mondo e ne assorbiamo i modi ed essi cambiano noi molto più di quanto noi non si faccia con loro. La vecchietta 70enne passa dallo scappare bambina dalle bombe alleate all'imparare l'uso del cellulare. Lo odia, non ne capisce che i rudimenti, ne ha sempre fatto a meno, è una spesa inutile ma MA...deve averlo. Cel'hanno tutti, fa parte nella vita di tutti, è diventato indispensabile perchè è comodo e così figlio e nuora sono a distanza di una telefonata.
il "pensiero unico" di cui tanto si teorizza l'esistenza ed i termini, altro non è che un misto micidiale ed opprimente di banalità e conformismo. Qui cadiamo tutti o quasi, e comunque con esso dobbiamo interfacciarci, volenti o nolenti, pena l'isolamento.
Il problema, è che, a mio modesto parere, questi due agenti di trasformazione sopraindicati hanno un deleterio effetto sulla sensibilità del singolo al bello: visto che la bellezza è un opinione un concetto e visto che è anche free ed opensource, è complesso, solo parzialmente user friendly e quindi fatalmente soggetto ad ogni possibile tipo di attrattori, tra i quali svettano quasi solitari il gatto conformismo e la volpe banalità (torna come persona ma gli accostamenti risultano più felici se incrociati). Ecco che assieme al pensiero unico viene rilasciato un concetto di bellezza in licenza gratuita ma che non possiamo in nessun modo modificare, e sul quale abbiamo un influsso minimo, ovvero solo quello di consumer: se mi va bene, bene, altrimenti mi attacco.
Sarebbe come a dire che la bellezza "più bella" ed il luogo migliore dove discuterne è FreeBsd: efficiente, elegante, e, dove non lo fosse, si ha la possibilità di modificarlo a nostro piacimento -basta imparare a farlo-, mentre il 90% del mondo vive nell'universo windows: semplicissimo, quasi banale, abbastanza elegante, sufficientemente efficiente. Ma precotto.
Se voglio una modifica nel mondo unix semplicemente me la faccio, e\o chiedo delucidazioni al mondo degli sviluppatori\utenti. Se voglio una modifica nel mondo windows devo fare Gates di cognome. O commettere un reato di contraffazione.
Fuori dalla metafora informatica, è pacifico che, se il nostro "spettro" di assorbimento del bello si riduce, ne rimane solo la parte più facile da percepire, ovvero 90-60-90, l'addominale scolpito, l'occhio azzurro e gli zigomi levigati...o quello che ci viene dettato come bello dall' "establishment", grazie al bombardamento pubblicitario che non fa altro che abusare della porzione di spettro rimasta, riducendola ulteriormente.
E' curioso e tragico allo stesso tempo vedere come l'opera degli "attrattori" porti tutti, tutti i giovani senza distinzione di sesso ad abbigliarsi alla stessa maniera: quello che era definito casual è ora frainteso con una cosmogonia di piccoli stili (hip hop, house, techno, leather ecc ) che si vorrebbero nuovi e freschi e che invece portano ad un omologazione disarmante.
Il marketing (geniale, bisogna ammetterlo) di queste aziende ha oramai coperto l'intero mercato dell'apparire, ma, lungi dall'ammorbarlo, deprimerlo e quindi creare una risposta che genera un cambiamento, grazie al "regime" di pensiero unico esse hanno creato un brand di ferro, inattaccabile e che anzi, proprio perchè brand, può dettare le sue regole.
Perchè mettersi una scarpa A, quando la nostra [ vedasi marca qualsiasi ] è li a poco prezzo? Esistono i saldi ed addirittura abbiamo inventato gli Outlet per farti permettere di vestirti a prezzi bassissimi, quasi da furto.
Se non vuoi metterti quello che ti propongono fior fior di stilisti è una tua scelta precisa e consapevole. Se non sei con noi sei fuori, esclusa/o.
Per verificare la potenza di questi comandamenti basta vedere quante tipe che davvero non possono permetterselo si mettono jeans attillatissimi e a vita bassa, proprio come le altre. Come tutti gli altri.
Facile arrivare a concludere che, in un insieme omologativo, tutte\i vogliono tutte\i il più "bello" di quell'insieme (il difficile, dall'esterno,semmai, è notare delle differenze).
Ancora più interessante, direi divertente, o meglio direi degradante, è vedere come chi, per indole, per timidezza, per esperienza (traumatizzante), per insicurezza o quant'altro, si chiama fuori dal brand. Chi si toglie da sotto le grandi ali rassicuranti del conformismo si ritrova in una dura terra di nessuno, popolata di suoi simili che, troppo spesso putroppo, sono stati spinti ad una tale diaspora loro malgrado. Non raccontiamocela: ci vuole fegato, o incoscienza per vestirsi in una certa maniera pur essendo una culona, e non tutte cel'hanno: eh si, come quello che cel'ha piccino e piccino se lo tiene, così la bimba che già in età preadolescenziale ha la cellulite...senza qualche miracolo in età puberale, dovrà portarsi addosso qualcosa giudicato non troppo dissimile dalla gobba di Quasimodo. Con la differenza che costui, essendo uomo, può sempre spacciarsi per "un tipo"....
Il peso di un giudizio negativo veritiero ma rude, frettoloso, non si scrolla ammantandosi di una qualche tipo di cultura e dicendosi così di avere fatto il primo passo per reagire: se così fosse saremmo nel paese dell'Eldorado, dove chiunque vive bene.. basta che abbia voglia di cercare. Si vive invece in un sistema in cui ad una metà di integrati, si contrappone una metà di apocalittici, che nel 90% dei casi lo sono loro malgrado e, anche se non hanno il coraggio di ammetterlo, sono a tutti gli effetti degli scartati (ovviamente dalla prima categoria) per inadeguatezza o quant'altro e da tali, ovvero da scartati, si comportano, palesando un atteggiamento facilmente aggressivo, sempre sulla difensiva, sospettoso al limite del paranoico, quasi fossero dei soldatini con un moschettone incepposo sempre in prima linea.
La cosa divertente da notare che essi non sono realmente degli scarti, altrimenti ogni Oscar Pistorius si dovrebbe suicidare, bensì si sentono tali e interiormente sono d'accordo con la loro bocciatura, perchè, nel profondo, essi vorrebbero essere come gli altri (integrati), condividendone il modus vivendi e la weltanschauung. Il riconoscere il sistema "integrazionista" come l'unico valido e non come uno dei tanti, lungi dal portare ad una nuova consapevolezza tramite una riflessione lunga, dolorosa, ma liberatoria, dona solo recriminazione ed abiezione. In primis, e spesso senza un secundis, da se stessi verso se stessi: una perfetta sindrome di Stoccolma.
Pacifico quindi che in una situazione di tal fatta, le capacità di autovalutazione, ma mi verrebbe da dire semplicemente l'onestà, è gravemente compromessa, quindi, ogni Quasimodo\a, che abbia avuto la fortuna o no di accorgersi della propria deformità, punta indefessamente ad Angelina Jolie\Brad Pitt...a volte con più tenacia degli stessi integrati: nessuno scarto vuole uno scarto, nessuno vuole avere davanti un\a fallito\a che gli ricordi il proprio personale fallimento. Ecco quindi che, nella discarica degli esclusi non si vede come nei film accendere fuochi e ritrovarsi attorno ad un bidone ( io accendere un fuoco?? sforzarmi e sporcarmi, così poi Brad quando verrà a prendermi-perchè verrà, oh se verrà, brutti invidiosi- non mi troverà in tutto il mio splendore. Sforzarmi e sporcarmi per chi poi? per vedere delle brutte facce attorno al mio fuoco?? Braddd, Braaddd, mio principe azzurro, ti prego vieni presto, non ce la faccio più a resistere in mezzo a questi meschini buzzurri! ), bensì si vive come tante piccole "M.me Bovary" nell'astio e nella recriminazione, in un continuo homo homini lupus, generato dall'illusione della prossima salvezza portata dal principe integrato di turno e alimentato dal disgusto della vicinanza reciproca.
Così si passano gli anni pensando alle magnifiche sorti e progressive che ci aspettano, puntando il "bello" o la "bella" di turno sempre da lontanissimo, sicuri che la forza della nostra attrattiva sia irresistibile e scavalchi banalità come le presentazioni, la frequentazione ed altre pitocchierie simili...ed invecchiando, sempre più convinti dell'ineluttabilità del proprio futuro successo e sempre un passo più distanti dal palco dove si susseguono i nostri futuri "amanti", costruendosi attorno niente se non conoscenze, amicizie che sono null'altro che vaghe frequentazioni, buone per ingannare l'attesa del nostro trionfo, aborrendo come peste qualunque legame con i propri simili che sia diverso da un uscita o un aperitivo: senza impegno e quando va bene a noi.
Ovviamente questa regola generalissima si coniuga meglio o peggio a seconda della concreta realtà sottostante: così la tipa lambda, quasi vergine nella propria cittadina, trova nel cambio di posto e magari nelle dimensioni maggiori di una metropoli un gradimento insperato, ovvero da scarto diviene tipo- ed i tipi, si sa, hanno un loro bel gradimento...
Si miei cari, meschini lettori: in questa tragica, astiosa landa brulla e disadorna i rapporti interpersonali sono all'insegna della vaghezza e della pura superficialità che come un rampicante mirabilmente cresce nutrendosi di indifferenza e si espande senza paura di essere contrastato. Poi quando l'ormone urge e la luce emanata naturalmente dal principe azzurro ci fa accorgere che quello scarto che abbiamo di fronte tanto scarto non è...ecco che nascono le più tragiche ed impacciate storie di corteggiamento tra inferiori, tutte mezze parole, mezzi sguardi, mezzi saluti, frasi e confessioni fatte a terzi che arrivano di bocca in bocca trasformate in barzellette spassose, sempre incapaci di rompere il ghiaccio e (quasi) sempre destinate ad un imbarazzato naufragio.
Ancora più divertenti (ma da affrontarsi separatamente) sono le storie degli accoppiamenti tra scarti, o meglio ancora quelle mitologiche tra scarti e principi azzurri; si cari lettori, perchè ogni tanto anche le principesse e le fate turchine si ubriacano e dimentiche della bacchetta magica si introduco nelle interiora direttamente i rospi, che festeggiano come se avessero fatto 52 al totocalcio.
Vorrei tanto lasciarvi con un lieto fine cari sorcini, ma un lieto fine vuol dire tornare a vestire casual sapendo cosa voglia dire casual: casuale; aprire quindi un armadio e mettersi quasi quello che capita, non disdegnare la felpa grigia e non pensare che si ha un guardaroba demodè perchè l'arancione è il nuovo nero. Salutare chi si ha voglia di salutare senza calcoli, guardare quella col culo scolpito e anche quella che proprio scolpito non lo ha. Andar girando in città senza essere fermati per colpa della pelle troppo scura, delle vesti troppo povere e della mountain bike troppo sgarrupata da agenti in borghese. Con la Lacoste.
leggi del disincanto
Prae Scriptum: questo è un sasso nello stagno, non voglio battezzare questa prima "legge" e tutte quelle che eventualmente la seguiranno come definitiva. Quindi chi vuole suggerire agiunte, cambiamenti o stravolgimenti...faccia pure " Bello Vuole Bello" Stamani Claudio in videoteca ha messo un DVD: "come tu mi vuoi", declinazione DeFilippiana del brutto anatroccolo. Il brutto anatroccolo vive una condizione di pària perchè, in mezzo ad una covata di pulcini gialli e carini, lui è l'unico marrone. Alla fine di un tunnel lastricato d'emarginazione, scopre il perchè della sua diversità: lui è un cigno, non un anatra. Gli altri cresceranno e da esserini gialli, carini e pigolanti, diverranno volatili goffi e chiassosi. L'anatroccolo invece diverrà uno splendido cigno, collo lungo e sottile, becco piccolo elegante, piume glauche. E a quel punto capirà che il suo posto è con i suoi simili. Badiamo bene, le anatre sono volatili et indi suoi simili ed in un laghetto è facile vederli palmo a palmo, ma per accoppiarsi, badare bene, accoppiarsi, certo lo sguardo cadrà su un altro cigno. Ma non solo: sul migliore. Se il primo assunto può risultare banale ( anche i cani ed i delfini sono mammiferi, ma non si attraggono e non si "cercano" semplicemente perchè sono specie differenti ), il secondo nasconde una enorme, semplicissima verità. La protagonista del film suddetto si "Mignottizza", baratta un sistema di vita basato sull'interiorità, mortificando giocoforza l'esteriorità, con un quasi esatto contrario, per poter conquistare il suo "principe azzurro". Ovvero il fighetto di turno. Ma allora siamo sicuri, visto per chi si sbatte, che questa tipa sia davvero così "interiore"? Giusta domanda. Eccolo, l'uovo di Colombo: la bellezza è nell'evoluzione di ogni civiltà umana (e forse per tutto ciò che esiste) simbolo forte ed inequivocabile di perfezione. Perfezione, quindi maggiori chances di riproduzione. Se si potesse fare un test un pochino crudele, sarebbe interessante mettere a sedere in una bella via centrale di qualche città medio-grande, facciamo su una panchina all'ora del passeggio, una bellissima femmina. A gambe aperte. Senza intimo. Non dovrebbe fare nulla, non attirarsi l'attenzione addosso, nessun ammiccamento, solo mettere a disposizione il proprio corpo per la "scienza". o per l'astio. Credo finirebbe uccisa...e chi vuole chiudere in battuta questo assist faccia pure. Poi bisognerebbe ripetere l'esperimento alla stessa maniera, ma con una donna meno bella, con magari un solo difetto fisico, ma evidente, inludibile. Per esempio un obesa. Non credo ci sarebbe bisogno di sceglierne una particolarmente orrenda ( chi bazzica il mio gruppo di astiosi ha sicuramente in testa un idea della candidata ideale...). Anch'essa finirebbe uccisa ( altro assist ). Confrontando le modalità di questi due decessi però, si scoprirebbero tante cose interessanti, tipo che la bella è durata tot tempo mentre la brutta decisamente di più, tipo che la bella ha avuto una quantità ed una varietà di "spasimanti" molto maggiore che la brutta, la quale invece ha visto già in atto una scelta di "opportunità"da parte dei suoi assalitori: mi conviene rischiare questo e quest'altro per farmi quella cicciona? La risposta a questa domanda porta inevitabilmente ad una "settarizzazione", e si vedrebbe quindi il gruppo della brutta essere quasi solo di persone e tipi psicologici per cui non è imprevedibile partecipare ad una public gang bang improvvisata: maniaci, feticisti, erotomani, io, persone con delle manie in generale ecc...se si andasse poi a fare un riscontro tra i due gruppi di assalitori, confrontando il loro reddito, i loro averi, le loro carriere ed i loro curricula, magari si vedrebbe uno schema logico chiaro in cui i "vincenti" puntano la bella e non la brutta, ed i "perdenti" ambedue. Sarebbe inoltre interessante registrare i commenti verso le due "cavie", soprattutto quelli delle passanti, per vedere come l'immediato confronto tra donne a livello estetico, ed il risultato negativo/positivo di quest'ultimo influenzi il giudizio etico su quello che le passanti stanno vedendo: una bella che vede la "cavia-bella" che penserà?Ed una brutta di fronte all'una e l'atra, odierà di più la cavia simile a lei o quella esteticamente migliore? Si noti che anche il commento dei passanti di sesso maschile che per motivi di convenienza o per complessi di inferiorità rinunciano ad unirsi al "banchetto" è interessante, nella misura in cui incuriosiscono le giustificazioni della rinuncia e cosa esse rivelano dell'individuo che le ha formulate )- to e continued -
"fine di una conoscenza" :errata corrige
Allora. Un post scritto in mezz'ora o è un parto genialmente felice o ha delle falle. Io ancora non sono provvisto di utero quindi devo giocoforza fare delle puntualizzazioni. Allora: la categoria dei "rovinafamiglie" non è sempre coincidente con quella degli amanti. Succede di conoscere una persona stupenda con la quale si sta bene...che però è impegnata. Nascono i casini ma a volte è destino. Conosco ragazze che si sono trovate in quella situazione e la cosa non mi ha dato nessun fastidio"morale": perchè? Credo che la spiegazione, per altri versi complessa, sia forse semplificabile in una distinzione tra due atteggiamenti: quello naturale e quello cattolico. Il mondo moderno ci vorrebbe laici e quindi propensi ad un atteggiamento naturale anche verso i nostri sentimenti ed inostri istinti, ma recuperare tale stato dell'essere, arcadico, beato è di una difficoltà tremenda in una realtà sociale ( questa quasi esclusiva dell'Italia) intrisa di morale cattolica. Spesso poi i due piani si intersecano , quindi lo stimolo naturale si scontra con i precetti cattolici e la naturalezza se ne va, lasciando terreno ad un panorama crescente di disagio e squallore.
Quindi la distinzione da farsi non è tra "rovinafamiglie" e persone normali, bensì tra naturali e "artefatti". In verità devo dire che di tipe "naturali" ne ho incontrate ben poche, e ancora sono li, perchè è un piacere averci a che fare. Discorso diverso sono le "artefatte", ovvero coloro in cui la componente naturale stride con i mille condizionamenti di un educazione proto-cattolica, proto-comunista, proto- qualunque cosa, venendo a comporre la figura di una che getta il sasso e poi nasconde la mano, rompe qualcosa e nasconde i cocci dicendo "non sono stata io" ecc ecc ecc.
Queste persone (uomini o donne non fa differenza) hanno il raro pregio di mandare a ramengo situazioni ben avviate, o meglio, di creare attorno ad una situazione che prospetta bene un clima tale da minarne il buon proseguimento, o comunque uno sviluppo che non si areni sulle secche dello squallore. In campo femminile, per esperienza diretta, le tipe di questa categoria sono quelle che si dichiarano emancipate ed adulte, e più si ammantano di discorsi più cascano in situazioni contraddittorie che ne svelano i conflitti e le ipocrisie. Chiaro che quando una "artefatta" si invaghisce di uno impegnato.. ecco fatta la "rovinafamiglie", ed ecco i casini e le situazioni disgustose. Io con queste due categorie di persone ho difficoltà a relazionarmi, è vero, e neppure ho la capacità di riconoscerle al volo tutte quando si presentano. Ciò non toglie che ce ne siano altre con cui mi relaziono benissimo. --P.S.: alla fine l'ex di "Sauro" si è rifatta viva, permettendo ai rapporti di entrare nella fase del quieto vivere. Per una volta tanto il pessimismo assoluto viene smentito ^__^ .
Quindi la distinzione da farsi non è tra "rovinafamiglie" e persone normali, bensì tra naturali e "artefatti". In verità devo dire che di tipe "naturali" ne ho incontrate ben poche, e ancora sono li, perchè è un piacere averci a che fare. Discorso diverso sono le "artefatte", ovvero coloro in cui la componente naturale stride con i mille condizionamenti di un educazione proto-cattolica, proto-comunista, proto- qualunque cosa, venendo a comporre la figura di una che getta il sasso e poi nasconde la mano, rompe qualcosa e nasconde i cocci dicendo "non sono stata io" ecc ecc ecc.
Queste persone (uomini o donne non fa differenza) hanno il raro pregio di mandare a ramengo situazioni ben avviate, o meglio, di creare attorno ad una situazione che prospetta bene un clima tale da minarne il buon proseguimento, o comunque uno sviluppo che non si areni sulle secche dello squallore. In campo femminile, per esperienza diretta, le tipe di questa categoria sono quelle che si dichiarano emancipate ed adulte, e più si ammantano di discorsi più cascano in situazioni contraddittorie che ne svelano i conflitti e le ipocrisie. Chiaro che quando una "artefatta" si invaghisce di uno impegnato.. ecco fatta la "rovinafamiglie", ed ecco i casini e le situazioni disgustose. Io con queste due categorie di persone ho difficoltà a relazionarmi, è vero, e neppure ho la capacità di riconoscerle al volo tutte quando si presentano. Ciò non toglie che ce ne siano altre con cui mi relaziono benissimo. --P.S.: alla fine l'ex di "Sauro" si è rifatta viva, permettendo ai rapporti di entrare nella fase del quieto vivere. Per una volta tanto il pessimismo assoluto viene smentito ^__^ .
fine di una conoscenza
Incredibile ma vero cari 4 gatti il continuo gettare sassolini nello stagno di questo blog ha prodotto il topolino di una risposta.Un topolino che però ruggisce. A questo punto affezionati lettori però, conoscendo l'identita della persona che ha risposto..dovrò essere franco ed uscire dal personaggio. In primis vi chiedo lo sforzo di leggere il mio post " del perchè bisogna essere perfetti" ed ovviamente la relativa risposta di tale "L." . Fatto? Ecco... vi pare che ci sia qualcosa di strano? Si? La veemenza... bravi avete colto nel segno. Qualcuno ha detto "iper reazione" per caso? Come mai vi chiedete una lettrice, nel commentare un post che EVIDENTEMENTE non la coinvolge in prima persona, ci mette tanto pepe? Perchè si sente in dovere di abbattere le tesi contenute in un post così EVIDENTEMENTE ironico e decontestualizzante, che nel momento in cui afferma una tesi la smentisce proprio con la vis comica, come se vi fossero scritte le peggiori pagine di condanna del genere femminile? Chi ha detto "coda di paglia"? ecco.. PETER NORTH si hai colto nel segno caro ( già e non ti agitare su quella sedia che poi ti fa male l'apparato con cui ti guadagni il pane..): La signorina "L." ha la coda di paglia perchè teme il GIUDIZIO. E perchè teme di essere giudicata? Perchè essendo intelligente, sa di aver fatto cose che al giudizio comune sono ritenute quantomeno sconvenienti, quindi teme, o almeno è infastidita, dall'essere messa " all'indice".
E qui cari getto la maschera e parlo chiaro alla diretta interessata.
Allora Letizia...non è che nei pochi attimi passati assieme io non abbia recepito certi messaggi.Non è mai a caso che si comunicano cose come il modo di lasciare il proprio ragazzo (" si sono in molti mi dicono che sono una stronza.Ho lasciato il mio ragazzo dopo 8 anni di relazione con una telefonata [stando nella stessa città NdR.]" ), ne scappano informazioni come che tu sei stata "amante" di uno x lungo tempo ( che ti sia piaciuto o no, che sia stato bello o no: questo è e rimane nell tua sfera personale). La paura, la rabbia (il fastidio?) di essere giudicata ti confonde così tanto da non intuire che il materiale scritto qua, specialmente se si parla di "misogino corner" è intriso in maniera irreparabile di ironia, e spesso di AUTO ironia ( che a te, nel fondo, manca)? Un ironia che non dovrebbe far scattare reazioni tanto veementi... almeno che..almeno che qualcuna abbia la codina di paglia.... Mi spiace Letizia,magari sbaglio anche nei presupposti, ma ho una strana etica che non mi permette di non giudicare certe azioni di una persona (non LA persona in senso assoluto: tutti possiamo cambiare in seguito ad esperienze o col tempo), e se c'è una categoria di persone che DETESTO è quella dei/delle "rovina-famiglie". Parlo di una categoria in cui FORSE tutti hanno la disdetta di trovarsi almeno una volta nella vita. Può accadere . MA se sbagliare è umano... che mi hai raccontato poco tempo fa? Di aver appena conosciuto uno che ti aveva "coinvolta emozionalmente"..ed ovviamente non era single. Dalla sguattera alla laureata il meccanismo PARE essere sempre il solito in queste occasioni: l'uomo che ha già una "lei", e forse proprio per questo, è preda più ambita. Se poi la lei è sposata o incinta o se i due hanno figli ( anche se non fosse il tuo caso)...chissene. "in amore ed in guerra". In amore ed in guerra Letizia si fanno molte vittime, e chi le fa in questa maniera mi fa schifo...e quando penso ad una persona o la vedo, e mi si torce lo stomaco, beh, è finito il dialogo. Il tuo esistere per me si chiude qui. Addio. --P.S.--: nel tuo attaccare il post " del perchè..." ti sei dimenticata di chiederti se, nel lasso di tempo tra " femmine e rasoi" e quello, non siano venute fuori "novità" sugli eventi occorsi al nostro caro "Sauro", non macchiati dalla rielaborazione psicologica dello stesso(tradotto: parole dirette della sua ex). Ah... un altro indizio di quanto sono fesso e poco lungimirante: la ex di "Sauro", con cui prima mi sentivo,che ritenevo (ritengo, vorrei osare...)mia amica e che di questo blog NON SA NULLA, di colpo è sparita, e guarda caso strano mi ha cancellato dai suoi indirizzi di msn... ma tu guarda a volte eh?!? ^_^ Buon proseguimento di vita, Letizia.
E qui cari getto la maschera e parlo chiaro alla diretta interessata.
Allora Letizia...non è che nei pochi attimi passati assieme io non abbia recepito certi messaggi.Non è mai a caso che si comunicano cose come il modo di lasciare il proprio ragazzo (" si sono in molti mi dicono che sono una stronza.Ho lasciato il mio ragazzo dopo 8 anni di relazione con una telefonata [stando nella stessa città NdR.]" ), ne scappano informazioni come che tu sei stata "amante" di uno x lungo tempo ( che ti sia piaciuto o no, che sia stato bello o no: questo è e rimane nell tua sfera personale). La paura, la rabbia (il fastidio?) di essere giudicata ti confonde così tanto da non intuire che il materiale scritto qua, specialmente se si parla di "misogino corner" è intriso in maniera irreparabile di ironia, e spesso di AUTO ironia ( che a te, nel fondo, manca)? Un ironia che non dovrebbe far scattare reazioni tanto veementi... almeno che..almeno che qualcuna abbia la codina di paglia.... Mi spiace Letizia,magari sbaglio anche nei presupposti, ma ho una strana etica che non mi permette di non giudicare certe azioni di una persona (non LA persona in senso assoluto: tutti possiamo cambiare in seguito ad esperienze o col tempo), e se c'è una categoria di persone che DETESTO è quella dei/delle "rovina-famiglie". Parlo di una categoria in cui FORSE tutti hanno la disdetta di trovarsi almeno una volta nella vita. Può accadere . MA se sbagliare è umano... che mi hai raccontato poco tempo fa? Di aver appena conosciuto uno che ti aveva "coinvolta emozionalmente"..ed ovviamente non era single. Dalla sguattera alla laureata il meccanismo PARE essere sempre il solito in queste occasioni: l'uomo che ha già una "lei", e forse proprio per questo, è preda più ambita. Se poi la lei è sposata o incinta o se i due hanno figli ( anche se non fosse il tuo caso)...chissene. "in amore ed in guerra". In amore ed in guerra Letizia si fanno molte vittime, e chi le fa in questa maniera mi fa schifo...e quando penso ad una persona o la vedo, e mi si torce lo stomaco, beh, è finito il dialogo. Il tuo esistere per me si chiude qui. Addio. --P.S.--: nel tuo attaccare il post " del perchè..." ti sei dimenticata di chiederti se, nel lasso di tempo tra " femmine e rasoi" e quello, non siano venute fuori "novità" sugli eventi occorsi al nostro caro "Sauro", non macchiati dalla rielaborazione psicologica dello stesso(tradotto: parole dirette della sua ex). Ah... un altro indizio di quanto sono fesso e poco lungimirante: la ex di "Sauro", con cui prima mi sentivo,che ritenevo (ritengo, vorrei osare...)mia amica e che di questo blog NON SA NULLA, di colpo è sparita, e guarda caso strano mi ha cancellato dai suoi indirizzi di msn... ma tu guarda a volte eh?!? ^_^ Buon proseguimento di vita, Letizia.
Del perchè bisogna essere perfetti
[ Lo scritto intitolato L'Essere perfettissimo esiste, datato 1676, ci fornisce in modo preciso la definizione di perfezione: "Intendo per perfezione ogni qualità semplice, che sia
positiva ed assoluta, tale, cioè che ciò che esprime, lo esprima senza limiti. Una qualità
siffatta, in quanto è semplice, è irresolubile e indefinibile; altrimenti, o non sarà una
qualità semplice, ma un aggregato di molte, oppure, se sarà una, sarà circoscritta da
limiti, e così verrà compresa per via di negazioni, contro l’ipotesi, essendo stata assunta
come positiva". ]
- da dizionario-italiano.it -
[ perfètto [per'f?tto]p.pass., agg., s.m.
1 aggcompiuto in tutte le sue parti, completo
2 aggsenza difetti, ottimo, bellissimo ]
- da demauroparavia.it -
[ 3a agg. FO estens., di qcs., che è fatto nel miglior modo possibile, che non presenta
difetti ]
Volevo scrivere qualcosa sui fatti di torino e se possibile infilarci pure le veementi
proteste dei camionisti ma... l'ispirazione è venuta per un altro capitolo del "misogino
corner". Essia. Per fare un sunto breve e forse banalizzare il tutto, la perfezione è una qualità limpida, somma, irriducibile ed insemplificabile. di squisitezza infinita. Non mi aspetterei mai che un essere umano possa incarnare la perfezione. Forse per un attimo, per una somma di momenti. Ma se così fosse, viste le posizioni leibnitziane
sopracitate, non si potrebbe parlare di "perfezione". Magari si parlerebbe di un bel
tentativo. Noi uomini. Eh si cari 4 lettori e mezzo. Ancora una volta devo fare una distinzione dello scibile umano in base al sesso. Non che una donna non riesca a vedere di un bicchiere mai la parte mezza piena, ne che non sappia accontentarsi. Però, da segnalazione di un nostro
anonimo lettore, che ci ha raccontato la sua vicenda, sorge in noi il dubbio che in amore
una donna non voglia una mezza razione di spumante, ma un ricco calice sempre pieno del
miglior Krugg d'annata. Come spiegare altrimenti una separazione che ha il sapore di una beffa dopo praticamente 30 mesi di fidanzamento? Il Nostro infatti ci racconta, non senza difficoltà, di essere stato "scaricato" (termine giovalistico) dopo una crisi durata un mese. Eh si... 29 mesi, praticamente mezzo lustro, gettati al vento dopo soli 30 giorni. A questa allarmante informazione, i redattori tutti hanno immantinente aperto un tavolo di
consultazione: noi da una parte, attenti e risoluti nei nostri doppipetti, il povero tapino
del nostro lettore dall'altra, jeans e maglietta, consumato dalla tristezza. L'intento di questo brainstorming era , dato che non possiamo avere il parere diretto della controparte femminile, quello di estrapolare quanta più "verità" fosse possibile della parole del Nostro, così da avere un analisi bilanciata della sua vicenda. Anche gli psicologhi esperti in rapporti di coppia che abbiamo convocato come probiviri ( Crepet e Morelli erano fra questi, tanto per citare 2 nomi noti ) hanno dovuto arrendersi subito al primo insormontabile scoglio presentatoglisi di fronte: la ormai ex del Nostro ( che da ora in poi chiameremo col nome fittizio di Sauro Andretti ) lo ha lasciato senza una logica motivazione. Si cari lettori, così è la storia. La signorina in questione ha soltanto addotto le ragioni del cuore che, sebbene ampiamente legittime, per un maschietto non bastano mai. Sauro dunque ha cercato di andare oltre i vari "mi sei sceso" "non ti amo + come prima"," i presupposti sono cambiati, tu sei cambiato ecc.", cercando una spiegazione al perchè una persona dovrebbe essere cambiata tutto d'un tratto in un solo mese. Poi l'illuminazione. Si perchè il Sig.Andretti, pur a dispetto del celebre cognome che lo lega ad un grande della Formula 1, ha avuto un banale quanto infausto incidente d'auto, in cui ha visto farsi dare torto dai
pubblici ufficiali e ha dovuto rimboccarsi le mani al lavoro per pagare i danni alla propria
(tra l'altro nuova) vettura. Quindi uno stress in più sia a livello psicologico che fisico.
E voi lettori (ed amici, ho l'ardire di osare), che avete la fama di essere attenti come
faine, mi chiederete: che c'entra ora questo aneddoto stradale? Ebbene, l'incidente è
accaduto all'incirca un mese fa... A quel punto la somma era sotto gli occhi di tutti ed abbiamo potuto far quadrare le cose. Il Sig. Andretti ha avuto un incidente, a causa del quale divenuto più nervoso, e d'incanto la sua dolce metà si è accorta di non amarlo più. Lo so, tra noi come tra voi ora serpeggia la stessa riflessione: può avere lei mai amato lui se è stata capace di troncare il rapporto in maniera tanto decisa per motivi che non sono altro che passeggeri...o forse tali motivi hanno disvelato un qualcosa di inenarrabile, quasi innominabile: una DEBOLEZZA. E a questo punto , con limpida equidistanza, è salito in cattedra il Dott Morelli che ha
chiesto ad alta voce una introspezione onesta al Nostro sfortunato soggetto. Come si è
comportato in questo rapporto? Che cosa vi ha portato dentro? si è prodigato abbastanza? Ha
dato o solo ricevuto? E' stato se stesso o si è lasciato piegare per calcolo o solamente per
inesperienza? Sotto questo fuoco di fila spietato il nostro Sauro ha avuto un crollo psicologico,
rimessosi dal quale però sono emersi alcuni dati che fanno riflettere: in primis non ha mai
dico MAI cari lettori litigato durante il rapporto con la sua partner, in secundis non ha
mai avuto ne una defaillance sessuale, no, ma neppure un calo di desiderio! Qui morelli con
tono pacato ha cercato di spiegare al Nostro che questi apparentemente sono due indici di
perfezione, mentre nella realtà possono svelare che una delle due metà della coppia si
adopera in posizioni di mirabile mimesi, cercando di essere più perfetta possibile per
l'altra, ovvero mortificando la propria personalità ed i propri bisogni, non facendo capire
così all'altra parte cosa è importante per noi, quali sono i nostri spazi e quanto è
costoso per noi rinunciarci. Così in questo caso ecco che la parte femminile non
comprendendo l'importanza di certi spazi, se ne appropria e calpesta ciò che questi spazi
contenevano, giudicando tali contenuto banale, poco rilevante mentre invece non le sono state date importanti informazioni per poterlo giudicare. A questo punto pencolavamo tutti dalle labbra di cotanto esperto dell'animo umano quando il Vostro umile redattore ha scorto nella tasca della di lui giacca un libello familiare: era "il cuore nel sesso", di Franco Califano, con tanto di sottolineature e note scritte a mano. Una in particolare, fatta con un rosso vivo con tanto di cerchietti, mi ha incuriosito. Pagina 27 "le donne non vanno subite. MAI.". Giro pagina, altra profusione di rosso."Quando si ama troppo si finisce per amare male, ci si blocca". Eh si signori, bisogna essere perfetti: intelligenti, appassionati, sani, possibilmente belli e ricchi, o quanto meno con l'ambizione di diventarlo, questo è quello che si deduce dalle sventure del Sig. Andretti. Ma te guarda se proprio a Califano dovevamo dare ragione!
positiva ed assoluta, tale, cioè che ciò che esprime, lo esprima senza limiti. Una qualità
siffatta, in quanto è semplice, è irresolubile e indefinibile; altrimenti, o non sarà una
qualità semplice, ma un aggregato di molte, oppure, se sarà una, sarà circoscritta da
limiti, e così verrà compresa per via di negazioni, contro l’ipotesi, essendo stata assunta
come positiva". ]
- da dizionario-italiano.it -
[ perfètto [per'f?tto]p.pass., agg., s.m.
1 aggcompiuto in tutte le sue parti, completo
2 aggsenza difetti, ottimo, bellissimo ]
- da demauroparavia.it -
[ 3a agg. FO estens., di qcs., che è fatto nel miglior modo possibile, che non presenta
difetti ]
Volevo scrivere qualcosa sui fatti di torino e se possibile infilarci pure le veementi
proteste dei camionisti ma... l'ispirazione è venuta per un altro capitolo del "misogino
corner". Essia. Per fare un sunto breve e forse banalizzare il tutto, la perfezione è una qualità limpida, somma, irriducibile ed insemplificabile. di squisitezza infinita. Non mi aspetterei mai che un essere umano possa incarnare la perfezione. Forse per un attimo, per una somma di momenti. Ma se così fosse, viste le posizioni leibnitziane
sopracitate, non si potrebbe parlare di "perfezione". Magari si parlerebbe di un bel
tentativo. Noi uomini. Eh si cari 4 lettori e mezzo. Ancora una volta devo fare una distinzione dello scibile umano in base al sesso. Non che una donna non riesca a vedere di un bicchiere mai la parte mezza piena, ne che non sappia accontentarsi. Però, da segnalazione di un nostro
anonimo lettore, che ci ha raccontato la sua vicenda, sorge in noi il dubbio che in amore
una donna non voglia una mezza razione di spumante, ma un ricco calice sempre pieno del
miglior Krugg d'annata. Come spiegare altrimenti una separazione che ha il sapore di una beffa dopo praticamente 30 mesi di fidanzamento? Il Nostro infatti ci racconta, non senza difficoltà, di essere stato "scaricato" (termine giovalistico) dopo una crisi durata un mese. Eh si... 29 mesi, praticamente mezzo lustro, gettati al vento dopo soli 30 giorni. A questa allarmante informazione, i redattori tutti hanno immantinente aperto un tavolo di
consultazione: noi da una parte, attenti e risoluti nei nostri doppipetti, il povero tapino
del nostro lettore dall'altra, jeans e maglietta, consumato dalla tristezza. L'intento di questo brainstorming era , dato che non possiamo avere il parere diretto della controparte femminile, quello di estrapolare quanta più "verità" fosse possibile della parole del Nostro, così da avere un analisi bilanciata della sua vicenda. Anche gli psicologhi esperti in rapporti di coppia che abbiamo convocato come probiviri ( Crepet e Morelli erano fra questi, tanto per citare 2 nomi noti ) hanno dovuto arrendersi subito al primo insormontabile scoglio presentatoglisi di fronte: la ormai ex del Nostro ( che da ora in poi chiameremo col nome fittizio di Sauro Andretti ) lo ha lasciato senza una logica motivazione. Si cari lettori, così è la storia. La signorina in questione ha soltanto addotto le ragioni del cuore che, sebbene ampiamente legittime, per un maschietto non bastano mai. Sauro dunque ha cercato di andare oltre i vari "mi sei sceso" "non ti amo + come prima"," i presupposti sono cambiati, tu sei cambiato ecc.", cercando una spiegazione al perchè una persona dovrebbe essere cambiata tutto d'un tratto in un solo mese. Poi l'illuminazione. Si perchè il Sig.Andretti, pur a dispetto del celebre cognome che lo lega ad un grande della Formula 1, ha avuto un banale quanto infausto incidente d'auto, in cui ha visto farsi dare torto dai
pubblici ufficiali e ha dovuto rimboccarsi le mani al lavoro per pagare i danni alla propria
(tra l'altro nuova) vettura. Quindi uno stress in più sia a livello psicologico che fisico.
E voi lettori (ed amici, ho l'ardire di osare), che avete la fama di essere attenti come
faine, mi chiederete: che c'entra ora questo aneddoto stradale? Ebbene, l'incidente è
accaduto all'incirca un mese fa... A quel punto la somma era sotto gli occhi di tutti ed abbiamo potuto far quadrare le cose. Il Sig. Andretti ha avuto un incidente, a causa del quale divenuto più nervoso, e d'incanto la sua dolce metà si è accorta di non amarlo più. Lo so, tra noi come tra voi ora serpeggia la stessa riflessione: può avere lei mai amato lui se è stata capace di troncare il rapporto in maniera tanto decisa per motivi che non sono altro che passeggeri...o forse tali motivi hanno disvelato un qualcosa di inenarrabile, quasi innominabile: una DEBOLEZZA. E a questo punto , con limpida equidistanza, è salito in cattedra il Dott Morelli che ha
chiesto ad alta voce una introspezione onesta al Nostro sfortunato soggetto. Come si è
comportato in questo rapporto? Che cosa vi ha portato dentro? si è prodigato abbastanza? Ha
dato o solo ricevuto? E' stato se stesso o si è lasciato piegare per calcolo o solamente per
inesperienza? Sotto questo fuoco di fila spietato il nostro Sauro ha avuto un crollo psicologico,
rimessosi dal quale però sono emersi alcuni dati che fanno riflettere: in primis non ha mai
dico MAI cari lettori litigato durante il rapporto con la sua partner, in secundis non ha
mai avuto ne una defaillance sessuale, no, ma neppure un calo di desiderio! Qui morelli con
tono pacato ha cercato di spiegare al Nostro che questi apparentemente sono due indici di
perfezione, mentre nella realtà possono svelare che una delle due metà della coppia si
adopera in posizioni di mirabile mimesi, cercando di essere più perfetta possibile per
l'altra, ovvero mortificando la propria personalità ed i propri bisogni, non facendo capire
così all'altra parte cosa è importante per noi, quali sono i nostri spazi e quanto è
costoso per noi rinunciarci. Così in questo caso ecco che la parte femminile non
comprendendo l'importanza di certi spazi, se ne appropria e calpesta ciò che questi spazi
contenevano, giudicando tali contenuto banale, poco rilevante mentre invece non le sono state date importanti informazioni per poterlo giudicare. A questo punto pencolavamo tutti dalle labbra di cotanto esperto dell'animo umano quando il Vostro umile redattore ha scorto nella tasca della di lui giacca un libello familiare: era "il cuore nel sesso", di Franco Califano, con tanto di sottolineature e note scritte a mano. Una in particolare, fatta con un rosso vivo con tanto di cerchietti, mi ha incuriosito. Pagina 27 "le donne non vanno subite. MAI.". Giro pagina, altra profusione di rosso."Quando si ama troppo si finisce per amare male, ci si blocca". Eh si signori, bisogna essere perfetti: intelligenti, appassionati, sani, possibilmente belli e ricchi, o quanto meno con l'ambizione di diventarlo, questo è quello che si deduce dalle sventure del Sig. Andretti. Ma te guarda se proprio a Califano dovevamo dare ragione!
"femmine e rasoi":errata corrige
A seguito di una segnalazione da parte di una nostra fedele lettrice, noi della redazione, consci dei nostri doveri verso la società civile, ci sentiamo in debito di un ultima considerazione a latere del post "femmine e rasoi". Ci è stata mossa una critica molto fondata che insinua la nostra non perfetta galanteria, o per meglio dire che afferma di aver trovato nel Vostro vere e proprie punte di cafonaggine. E si miei cari 4 lettori, si parla proprio di cafonaggine. A questo punto però sono tenuto giocoforza a stupirvi facendo un doloroso "mea culpa". La signorina in questione ( che chiameremo per convenienza L. ) ha portato esempi concreti della cafonaggine di questo modestissimo redattore, tanto che non vi è stato più dubbio alcuno. E qui viene d'uopo una riflessione. Si perchè, cari lettori, la cafonaggine è un difetto, ma diventa preoccupante se lo è INVOLONTARIAMENTE. Come?? COSA?! Si fratelli di sventura. Abitare in una "urbe horribile" come Viareggio, e dovere per una vita avere a che fare, relazionarsi con donne che di una donna hanno solo una cosa o quasi (con poche eccezioni) ha indurito tanto il carattere del Vostro, incline già di per se data la spiccata sensibilità a proteggersi con l'introversione, ad un atteggiamento da "fast food" da "precotto" del rapporto di coppia, da "transistor" dell'incontro: o è si o è no, od ho tutto o niente, e senza dovermelo conquistare. Dalle parti del vostro disgraziato amico si dice "mi voi ti vò" ovvero mi guardi, se ti piaccio è fatta sennò no...senza tema di smentita ne possibilità di redenzione. Così succede che si perde il senso della conquista, del conoscersi, dell'interessarsi, la pazienza se ne va... e si finisce per considerare una femmina chi invece è tutt'altra cosa: una donna. Cari amici... la strada più erta ma quella migliore è di essere uomini anche quando il cuore sanguina, di dare sempre anche quando non si vorrebbe, di mandare a quel paese ma con una rosa in mano. Sperando di non prendere il tetano con le spine.
femmine e rasoi
[citazione da wikipedia]
Il Rasoio di Occam (Ockham's Razor) è il nome con cui viene contraddistinto un principio
metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of
Ockham (noto in italiano come Guglielmo di Ockham).
Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più semplice
suggerisce l'inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per
spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Ockham impone di scegliere, tra le molteplici cause,
quella che spiega in modo più semplice l'evento
In altri termini, non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice. All'interno di
un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate la semplicità e la
sinteticità. Tra le varie spiegazioni possibili di un evento, è quella più semplice che ha
maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un altro principio, elementare, di
economia di pensiero: se si può spiegare un dato fenomeno senza supporre l'esistenza di
qualche ente, è corretto il farlo, in quanto è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni,
la più semplice e plausibile). Il rasoio di Occam trova spesso luogo in discussioni eminentemente dotte e scientifiche (esempio tipico, nel campo della fisica e della scienza in generale).
in questo caso tale principio è applicabile anche alla spinosa sfera del pensiero femminile
( sempre che ne esista uno ). Il divertimento nell'incontrare una persona di sesso femminile che si ritiene intelligente stimolante arguta ecc ecc sta, oltre alle finalità più banali dell'incontro "intersessuale" ( sesso sesso sesso sesso al cubo, figli figlie ecc) che possono essere disgiunte dalle qualità metafisiche della stessa, anche nel sottile gusto di cercare una via di uscita dal
tunnel della legge di Murphy. Tutta una generazione di uomini educata, "coltivata" da madri zelanti nel culto del "principe azzurro", ovvero la declinazione perfetta della canzone " prendi una donna, trattala bene ecc", che anela ad una liberazione dal maleficio di una figura da fiaba tanto
gradita alle mamme ma che alle loro figlie appare come il rovescio della stessa medaglia,
uno sfigato zerbino, sotto sotto crede che la legge di Murphy ed il feroce
darwinismo sessuale da essa derivante siano solo l'antico retaggio del nostro lato animale e
che come dice mammà, prima o poi arrivi quella per la quale l'importante è che tu sia "BELLO
DENTRO". Così quando capita di coltivare una conoscenza tramite i potenti mezzi moderni dati dalle chat, scatta il rullo dei tamburi nei cuori di tutti gli "sfigati azzurri" che come un sol
uomo trattengono il fiato e sperano che un loro commilitone rompa il tragico incantesimo.
Magari con un bacio.
Cari fratelli, credetemi, non fatevi più illusioni, deponete armi e speranze. Murphy è il Newton dell'era moderna, colui che con la leggerezza dell'ironia ha disegnato le
equazioni della socialità moderna. I mezzi nuovi a nostra disposizione sono blandi
pagliativi, piccole illusioni almeno che una persona non voglia sempre rimanere "virtuale". Quando però si vuole uscire dal "Bit" ed entrare magari in una femmina.. ahiahiahi. Le regole fratelli sono SEMPRE le solite, semplici e dirette. A seguire illustrerò degli esempi utili di Rasoio di Occam " sessuale" provati per esperienza diretta, che vi verranno incontro nei momenti più importanti, permettendovi di non farvi illusioni e di godersi senza intoppi quel poco (o tanto) che riuscirete a raccogliere.
1- uomo X conosce femmina Y tramite chat, con (importante) corredo di webcam e telefonate
chilometriche. Tutto fila alla grande ma lei, appena comunicata l'intenzione di conoscere
dal vivo il soggetto X dice " mi piaci X ma, sappi che la realtà non è l'immaginazione ed io
do importanza a [parola qualsiasi per intendere la prima impressione,il primo impatto],
quindi non so se può funzionare o no. Se non funzionasse ti spiacerebbe?"SPIEGAZIONE . VARIANTE A: lei è insicura perchè la fisicità ha davvero una importanza
rilevante in un incontro e non vuole spezzarti il cuore se non andasse quindi cerca di
spiegarti bene le cose, anche con lunghi ghirigori mentali, ed in fondo lascia intendere che
ha solo bisogno di una persona forte e paziente, soprattutto perchè tra voi due le cose
vanno così bene che... VARIANTE B (giusta): la femmina Y non vuole concedersi a chi non la
ecciti fisicamente o che corrisponda almeno per un 50% o una percentuale da lei stessa
stabilita al suo ideale di maschio ( praticamente tutte le femmine, che lo ammettano o no,
ne hanno uno), quindi cerca di costruirsi un uscita "d'emergenza" ma politicamente corretta.COROLLARIO: un altra parola che sentirete in bocca ad una donna in questo frangente è "amici" ("possiamo diventare amici?"), a volte in unione al termine "interessante" ("sei una persona interessante,ma..."). Carissimi amici, diffidate da questo termine come un gatto dell'acqua, semplicemente perchè le donne NON, ripeto NON sanno, salvo rare eccezioni, cosa sia l'amicizia, non prima che la "guerra" alla riproduzione sia finita col progressivo
sopraggiungere della menopausa. A quel punto, deposte le armi, anche le donne possono (ma alcune ne sono incapaci del tutto) godersi il tiepido calore di quel tipo di rapporto tra persone. Ora si incrementa la difficoltà. 2- il maschio X va ad accogliere per la prima volta la femmina Y. si incrociano gli sguardi. Lei ha un lampo di delusione negli occhi, si ferma impercettibilmente poi accenna un sorriso e scattano i saluti.Vi incamminate e lei non vi guarda che altre 2 volte in mezz'ora, si tiene ad un metro non si fa portare i bagagli e vi parla di quanto è stanca. VARIANTE A: il primo sguardo è sempre carico di emozione ed aspettative, e il primo impatto può essere proprio per questo deludente, ma solo gli animali o le persone con poco da dire si fermano qui. Il fatto poi che la femmina Y abbia fatto un viaggio allucinante e che sia una quasi sconosciuta, giustifica il riserbo e le lamentazioni, le quali, da che mondo è mondo, sono
bagaglio dell'essere femminile, ed anzi a ben guardare il comunicarvele può significare un
tentativo di farvene "partecipe", ovvero di aprire un varco per voi nella sua intimità.
VARIANTE B (giusta): la femmina Y vi ha visto e nell'istante stesso ha fatto un "matching"
con la sua immagine di maschio ideale. Se si è fermata un attimo specialmente , o comunque ha
avuto un lampo di delusione negli occhi, purtroppo cari commilitoni avete fallito: non
corrispondete nemmeno per un minimo 50% alle aspettative della femmina Y , oppure si, ma
malauguratamente avete qualche difetto-tabù ( occhi storti, acne, grasso, pelata, bassa
statura,fiato pesante, somiglianza con qualche ex ecc) che comunque farà naufragare
l'incontro. Di conseguenza lei non si avvicina a voi, non vi chiederà di farsi aiutare con i
bagagli per non avere poi da "sdebitarsi", guarda in alto perchè sta palesemente pensando a
quanto è scocciata da quella situazione e forse pure dalla vostra presenza, infine parla di quanto è stanca in modo da fornirsi una scusa facile per passare il minor tempo possibile con voi. 3- il maschio X ha impegni da tal ora a tal ora, e la femmina Y vuole vedere questi posti a
lei estranei, così stabilite di usare quegli spazi di tempo in cui lui è occupato per
soddisfare tali curiosità, per poi passare quanto più tempo assieme. il giorno dopo il
maschio x inizia a subodorare di aver stabilito questo accordo da solo, visto che la femmina
Y non è ancora di ritorno. Aspettate una sua telefonata (sa a che ora siete libero) per
mettersi d'accordo su come e quando trovarvi. Non arriva. Aspettate. Chiamate voi. Lei non risponde poi manda un SMS un pò banale spiegandovi che sarà di ritorno solo di li a 3 ore. VARIANTE A : Venezia [Firenze Roma Parigi ecc] è una bellissima città, lei ha il diritto di vederla, non posso obbligarla ad aspettarmi incarcerata a Mestre [Viareggio Aprilia le Banlieu ecc ]!Il tempo che abbiamo basterà, a pensare che abbiamo anche tutta la notte per stare assieme...
VARIANTE B (giusta): se la femmina Y non ha cercato il tempo durante il giorno per stare con
voi, sicuramente dimenticatevi di poter utilizzare le ore notturne. Certi posti nel mondo
sono a volte stupendi, ma lei dovrebbe essere li per conoscervi, ed il Mantegna o Tintoretto dovrebbero essere in secondo piano. Il fatto che non le sia nemmeno passato per l'anticamera del cervello che in tale o tal altra città poteva andarci con voi quando staccavate, magari fino a notte tarda, vuol solo dire che voi non esistete già più per lei, e quei giorni pensati per conoscervi meglio sono diventati "immantinente" una vacanza, da passare da sola, senza chiedervi sacrifici ("andiamo insieme quando stacchi a Venezia?! dai! mi ci porti?! poi magari rimaniamo li! che bello non trovi?), per i quali poi potreste richiedere "soddisfazione", o comunque che potrebbero illudervi di avere con lei un certo coinvolgimento. Sotto un certo livello di gradimento una donna non vuole conoscere un uomo, non è interessata. Appena il livello di interesse supera il minimo
vedrete che cercherà di conoscervi ritagliandosi spazi di tempo. Più il gradimento è alto
più tali spazi si amplieranno fino a rasentare situazioni ridicole e/o imbarazzanti e/o
divertenti (ma ..che ci fai qui davanti all'entrata del mio ufficio? ah un caso? fai la
spesa proprio al supermercato qua davanti? ahhh capisco, anche se è dall'altra parte della
città ha la frutta più fresca...). COROLLARIO: se il suo soggiorno è di 3 giorni, il suo
ritardare o perder tempo o evitarvi in genere durerà 3 giorni, se 4 4 se 5 allora 5 e così
via. 4- incredibilmente riuscite facendovi vedere duro e un pò incazzato o con altri mezzi a strapparle dei baci prima di riportarla a casa, magari appassionati, e magari a lungo... dopo vi spiegate, mettete a punto i cardini del vostro "rapporto" (amicizia affetto , solo sesso ecc) poi vi
salutate. Credete di aver trovato un varco in mezzo al ghiaccio ma il giorno dopo lei inizia
con il fatidico "sai ci ho riflettuto e devo essere sincera..." VARIANTE A: beh ..sentiamo
questa sincerità, dopo i chiarimenti di ieri sera cosa avrà mai da dire che io debba
temere?!? VARIANTE B (GIUSTA): sta per dirvi, in una maniera che ha molte forme ma un
significato unico, che quello della sera prima è il massimo risultato a cui potete aspirare,
e che anche se l'avete si sorpresa e le avete strappato più di quanto lei avesse mai
pensato di concedervi, il momento magico è finito, il varco nel ghiaccio si è richiuso. Chi
cercasse di arrivare al "dunque" ugualmente troverebbe amare soprese ad attenderlo, e posso
assicurarvi amici carissimi che la sottogliezza della tattica è direttamente proporzionale
all'intelligenza/cultura della femmina , ovvero si passa da un "non te la do" semplice a
"non sai quanto mi spiace dirtelo ma ci ho riflettutto e rispetto a come mi apparivi su
[msn, skype chat varie ecc ], l'impatto reale è deludente: credimi, se avessi voluto farti
salire/entrare lo avrei già fatto in questa questa e quest'altra occasione" ed oltre verso
sottigliezze ulteriori, di stampo finemente metafisico. Tutte però signifcanti una cosa
soltanto: te la dimentichi la patatina. COROLLARIO: nell' esemplificazione del punto 4
abbiamo tralasciato un fattore importante: il tempo. Se per esempio il "varco" nel
"ghiaccio" viene trovato al secondo giorno di una permanenza lunga quattro, la situazione
sarà resa ancora più spinosa dal fatto che la femmina Y, consapevole di aver concesso troppo
speranze al maschio X, dovrà ora evitarne le attenzioni per ben due giorni, con tutto lo
stress e gli "scazzi" che possono conseguirne. 5- lei se ne è andata...alla fine è stato bello, interessante e vi siete ripromessi di sentirvi da buoni amici, e godere così del sottile piacere di quella "complicità" intellettuale che vi aveva fatto conoscere ed alla quale tenete entrambi. Forse. Chissà perchè però ora la femmina Y [ è online su msn skype chat varie / ha sicuramente ricevuto la mia mail sms segnale di fumo piccione viaggiatore ecc ] e non mi risponde. VARIANTE A: lo sanno tutti che [wind vodafone tim tom cip ciop enel ecc ] a volte perde i
messaggi, ed anche che pure se la vedo online su questo o quel messenger, magari il pc lo
sta usando [il fratello il cognato la mamma la nonna lo spirito santo ecc ] ed io senza la
CERTEZZA che lei mi stia ignorando non mi metto a farle un cazziatone.non voglio risultare ne pesante ne pressante. VARIANTE B (GIUSTA): vi siete accorti quanto in fretta l'ultima sera si sia chiusa il portone dietro ? Non era un caso. Amici carissimi, a questo punto mettetevi l'anima in pace perchè lei sarà sulla strada del ritorno che non vede l'ora di buttarsi alle spalle i giorni passati con voi. Non essendo più costretta ad interagire giocoforza, e potendo eliminarvi con un click, state certi che a risultare "pesanti" ed essere gettati dalla torre basterà un attimo,
quindi niente cazziatoni, niente di niente carissimi ed unici amici. Silenzio. I più arditi
di voi potranno dopo ALMENO 2 giorni giocarsi un formalissimo "ciao come va?", nel tentativo
di salvare un rapporto ormai fracassato, diluendo moltissimo la frequentazione per cercare a
lunghissimo termine di rimediare l'agognato amplesso. Liberissimi di farlo, e forse questa è
la tattica giusta, anche se la difficoltà della sua riuscita è tale che rasenta le stesse
possibilità che ha un cammello di passare per la famigerata cruna del famigerato ago. COROLLARIO: a quasi nessuno di voi dolci commilitoni riuscira di tenere le ditina lontane
dalle tastiere dei vostri congegni elettronici. Il fastidio di una bocciatura, la delusione,
ed a volte la rabbia o un subitaneo dolore vi faranno comporre quegli sms/messaggi di posta
elettronica che hanno l'amaro sapore dell'ultima, orgogliosa parola. A questo punto di
solito, immancabilmente, dopo il breve sollievo di essersi tolti un peso dal cuore, un altro
molto più grande lo sostituisce. Amici, non abbiate sensi di colpa, non crediate di aver
frantumato un rapporto per un email impulsiva. Se lei non risponde non è perchè con
quest'ultima azione l'avete definitivamente convinta a cancellarvi dalla vostra vita. Recenti studi dicono che solo il 50% delle femmine Y legge quegli "ultimi" messaggi del maschio X, e di quel 50% solo la metà risponde, cioè coloro che ancora sono interessate alla vostra presenza. In ultima analisi Ragazzi godetevi quello che vi siete guadagnati, godetevi le vostre
amicizie ed i vostri interessi. Godetevi le vostre donne. Tutte. Pensate comunque sempre che
di femmine Y è pieno il mondo e che voi avete il vostro "perchè", che non siete una "metà"
che ne aspetta unaltra per completare l'unità, ma che siete un "ente" completo ed
interessante...e fortunato. Si perchè siamo uomini in un mondo fatto da uomini per altri
uomini. Alla fine siamo fortunati no?
Il Rasoio di Occam (Ockham's Razor) è il nome con cui viene contraddistinto un principio
metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of
Ockham (noto in italiano come Guglielmo di Ockham).
Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più semplice
suggerisce l'inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per
spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Ockham impone di scegliere, tra le molteplici cause,
quella che spiega in modo più semplice l'evento
In altri termini, non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice. All'interno di
un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate la semplicità e la
sinteticità. Tra le varie spiegazioni possibili di un evento, è quella più semplice che ha
maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un altro principio, elementare, di
economia di pensiero: se si può spiegare un dato fenomeno senza supporre l'esistenza di
qualche ente, è corretto il farlo, in quanto è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni,
la più semplice e plausibile). Il rasoio di Occam trova spesso luogo in discussioni eminentemente dotte e scientifiche (esempio tipico, nel campo della fisica e della scienza in generale).
in questo caso tale principio è applicabile anche alla spinosa sfera del pensiero femminile
( sempre che ne esista uno ). Il divertimento nell'incontrare una persona di sesso femminile che si ritiene intelligente stimolante arguta ecc ecc sta, oltre alle finalità più banali dell'incontro "intersessuale" ( sesso sesso sesso sesso al cubo, figli figlie ecc) che possono essere disgiunte dalle qualità metafisiche della stessa, anche nel sottile gusto di cercare una via di uscita dal
tunnel della legge di Murphy. Tutta una generazione di uomini educata, "coltivata" da madri zelanti nel culto del "principe azzurro", ovvero la declinazione perfetta della canzone " prendi una donna, trattala bene ecc", che anela ad una liberazione dal maleficio di una figura da fiaba tanto
gradita alle mamme ma che alle loro figlie appare come il rovescio della stessa medaglia,
uno sfigato zerbino, sotto sotto crede che la legge di Murphy ed il feroce
darwinismo sessuale da essa derivante siano solo l'antico retaggio del nostro lato animale e
che come dice mammà, prima o poi arrivi quella per la quale l'importante è che tu sia "BELLO
DENTRO". Così quando capita di coltivare una conoscenza tramite i potenti mezzi moderni dati dalle chat, scatta il rullo dei tamburi nei cuori di tutti gli "sfigati azzurri" che come un sol
uomo trattengono il fiato e sperano che un loro commilitone rompa il tragico incantesimo.
Magari con un bacio.
Cari fratelli, credetemi, non fatevi più illusioni, deponete armi e speranze. Murphy è il Newton dell'era moderna, colui che con la leggerezza dell'ironia ha disegnato le
equazioni della socialità moderna. I mezzi nuovi a nostra disposizione sono blandi
pagliativi, piccole illusioni almeno che una persona non voglia sempre rimanere "virtuale". Quando però si vuole uscire dal "Bit" ed entrare magari in una femmina.. ahiahiahi. Le regole fratelli sono SEMPRE le solite, semplici e dirette. A seguire illustrerò degli esempi utili di Rasoio di Occam " sessuale" provati per esperienza diretta, che vi verranno incontro nei momenti più importanti, permettendovi di non farvi illusioni e di godersi senza intoppi quel poco (o tanto) che riuscirete a raccogliere.
1- uomo X conosce femmina Y tramite chat, con (importante) corredo di webcam e telefonate
chilometriche. Tutto fila alla grande ma lei, appena comunicata l'intenzione di conoscere
dal vivo il soggetto X dice " mi piaci X ma, sappi che la realtà non è l'immaginazione ed io
do importanza a [parola qualsiasi per intendere la prima impressione,il primo impatto],
quindi non so se può funzionare o no. Se non funzionasse ti spiacerebbe?"SPIEGAZIONE . VARIANTE A: lei è insicura perchè la fisicità ha davvero una importanza
rilevante in un incontro e non vuole spezzarti il cuore se non andasse quindi cerca di
spiegarti bene le cose, anche con lunghi ghirigori mentali, ed in fondo lascia intendere che
ha solo bisogno di una persona forte e paziente, soprattutto perchè tra voi due le cose
vanno così bene che... VARIANTE B (giusta): la femmina Y non vuole concedersi a chi non la
ecciti fisicamente o che corrisponda almeno per un 50% o una percentuale da lei stessa
stabilita al suo ideale di maschio ( praticamente tutte le femmine, che lo ammettano o no,
ne hanno uno), quindi cerca di costruirsi un uscita "d'emergenza" ma politicamente corretta.COROLLARIO: un altra parola che sentirete in bocca ad una donna in questo frangente è "amici" ("possiamo diventare amici?"), a volte in unione al termine "interessante" ("sei una persona interessante,ma..."). Carissimi amici, diffidate da questo termine come un gatto dell'acqua, semplicemente perchè le donne NON, ripeto NON sanno, salvo rare eccezioni, cosa sia l'amicizia, non prima che la "guerra" alla riproduzione sia finita col progressivo
sopraggiungere della menopausa. A quel punto, deposte le armi, anche le donne possono (ma alcune ne sono incapaci del tutto) godersi il tiepido calore di quel tipo di rapporto tra persone. Ora si incrementa la difficoltà. 2- il maschio X va ad accogliere per la prima volta la femmina Y. si incrociano gli sguardi. Lei ha un lampo di delusione negli occhi, si ferma impercettibilmente poi accenna un sorriso e scattano i saluti.Vi incamminate e lei non vi guarda che altre 2 volte in mezz'ora, si tiene ad un metro non si fa portare i bagagli e vi parla di quanto è stanca. VARIANTE A: il primo sguardo è sempre carico di emozione ed aspettative, e il primo impatto può essere proprio per questo deludente, ma solo gli animali o le persone con poco da dire si fermano qui. Il fatto poi che la femmina Y abbia fatto un viaggio allucinante e che sia una quasi sconosciuta, giustifica il riserbo e le lamentazioni, le quali, da che mondo è mondo, sono
bagaglio dell'essere femminile, ed anzi a ben guardare il comunicarvele può significare un
tentativo di farvene "partecipe", ovvero di aprire un varco per voi nella sua intimità.
VARIANTE B (giusta): la femmina Y vi ha visto e nell'istante stesso ha fatto un "matching"
con la sua immagine di maschio ideale. Se si è fermata un attimo specialmente , o comunque ha
avuto un lampo di delusione negli occhi, purtroppo cari commilitoni avete fallito: non
corrispondete nemmeno per un minimo 50% alle aspettative della femmina Y , oppure si, ma
malauguratamente avete qualche difetto-tabù ( occhi storti, acne, grasso, pelata, bassa
statura,fiato pesante, somiglianza con qualche ex ecc) che comunque farà naufragare
l'incontro. Di conseguenza lei non si avvicina a voi, non vi chiederà di farsi aiutare con i
bagagli per non avere poi da "sdebitarsi", guarda in alto perchè sta palesemente pensando a
quanto è scocciata da quella situazione e forse pure dalla vostra presenza, infine parla di quanto è stanca in modo da fornirsi una scusa facile per passare il minor tempo possibile con voi. 3- il maschio X ha impegni da tal ora a tal ora, e la femmina Y vuole vedere questi posti a
lei estranei, così stabilite di usare quegli spazi di tempo in cui lui è occupato per
soddisfare tali curiosità, per poi passare quanto più tempo assieme. il giorno dopo il
maschio x inizia a subodorare di aver stabilito questo accordo da solo, visto che la femmina
Y non è ancora di ritorno. Aspettate una sua telefonata (sa a che ora siete libero) per
mettersi d'accordo su come e quando trovarvi. Non arriva. Aspettate. Chiamate voi. Lei non risponde poi manda un SMS un pò banale spiegandovi che sarà di ritorno solo di li a 3 ore. VARIANTE A : Venezia [Firenze Roma Parigi ecc] è una bellissima città, lei ha il diritto di vederla, non posso obbligarla ad aspettarmi incarcerata a Mestre [Viareggio Aprilia le Banlieu ecc ]!Il tempo che abbiamo basterà, a pensare che abbiamo anche tutta la notte per stare assieme...
VARIANTE B (giusta): se la femmina Y non ha cercato il tempo durante il giorno per stare con
voi, sicuramente dimenticatevi di poter utilizzare le ore notturne. Certi posti nel mondo
sono a volte stupendi, ma lei dovrebbe essere li per conoscervi, ed il Mantegna o Tintoretto dovrebbero essere in secondo piano. Il fatto che non le sia nemmeno passato per l'anticamera del cervello che in tale o tal altra città poteva andarci con voi quando staccavate, magari fino a notte tarda, vuol solo dire che voi non esistete già più per lei, e quei giorni pensati per conoscervi meglio sono diventati "immantinente" una vacanza, da passare da sola, senza chiedervi sacrifici ("andiamo insieme quando stacchi a Venezia?! dai! mi ci porti?! poi magari rimaniamo li! che bello non trovi?), per i quali poi potreste richiedere "soddisfazione", o comunque che potrebbero illudervi di avere con lei un certo coinvolgimento. Sotto un certo livello di gradimento una donna non vuole conoscere un uomo, non è interessata. Appena il livello di interesse supera il minimo
vedrete che cercherà di conoscervi ritagliandosi spazi di tempo. Più il gradimento è alto
più tali spazi si amplieranno fino a rasentare situazioni ridicole e/o imbarazzanti e/o
divertenti (ma ..che ci fai qui davanti all'entrata del mio ufficio? ah un caso? fai la
spesa proprio al supermercato qua davanti? ahhh capisco, anche se è dall'altra parte della
città ha la frutta più fresca...). COROLLARIO: se il suo soggiorno è di 3 giorni, il suo
ritardare o perder tempo o evitarvi in genere durerà 3 giorni, se 4 4 se 5 allora 5 e così
via. 4- incredibilmente riuscite facendovi vedere duro e un pò incazzato o con altri mezzi a strapparle dei baci prima di riportarla a casa, magari appassionati, e magari a lungo... dopo vi spiegate, mettete a punto i cardini del vostro "rapporto" (amicizia affetto , solo sesso ecc) poi vi
salutate. Credete di aver trovato un varco in mezzo al ghiaccio ma il giorno dopo lei inizia
con il fatidico "sai ci ho riflettuto e devo essere sincera..." VARIANTE A: beh ..sentiamo
questa sincerità, dopo i chiarimenti di ieri sera cosa avrà mai da dire che io debba
temere?!? VARIANTE B (GIUSTA): sta per dirvi, in una maniera che ha molte forme ma un
significato unico, che quello della sera prima è il massimo risultato a cui potete aspirare,
e che anche se l'avete si sorpresa e le avete strappato più di quanto lei avesse mai
pensato di concedervi, il momento magico è finito, il varco nel ghiaccio si è richiuso. Chi
cercasse di arrivare al "dunque" ugualmente troverebbe amare soprese ad attenderlo, e posso
assicurarvi amici carissimi che la sottogliezza della tattica è direttamente proporzionale
all'intelligenza/cultura della femmina , ovvero si passa da un "non te la do" semplice a
"non sai quanto mi spiace dirtelo ma ci ho riflettutto e rispetto a come mi apparivi su
[msn, skype chat varie ecc ], l'impatto reale è deludente: credimi, se avessi voluto farti
salire/entrare lo avrei già fatto in questa questa e quest'altra occasione" ed oltre verso
sottigliezze ulteriori, di stampo finemente metafisico. Tutte però signifcanti una cosa
soltanto: te la dimentichi la patatina. COROLLARIO: nell' esemplificazione del punto 4
abbiamo tralasciato un fattore importante: il tempo. Se per esempio il "varco" nel
"ghiaccio" viene trovato al secondo giorno di una permanenza lunga quattro, la situazione
sarà resa ancora più spinosa dal fatto che la femmina Y, consapevole di aver concesso troppo
speranze al maschio X, dovrà ora evitarne le attenzioni per ben due giorni, con tutto lo
stress e gli "scazzi" che possono conseguirne. 5- lei se ne è andata...alla fine è stato bello, interessante e vi siete ripromessi di sentirvi da buoni amici, e godere così del sottile piacere di quella "complicità" intellettuale che vi aveva fatto conoscere ed alla quale tenete entrambi. Forse. Chissà perchè però ora la femmina Y [ è online su msn skype chat varie / ha sicuramente ricevuto la mia mail sms segnale di fumo piccione viaggiatore ecc ] e non mi risponde. VARIANTE A: lo sanno tutti che [wind vodafone tim tom cip ciop enel ecc ] a volte perde i
messaggi, ed anche che pure se la vedo online su questo o quel messenger, magari il pc lo
sta usando [il fratello il cognato la mamma la nonna lo spirito santo ecc ] ed io senza la
CERTEZZA che lei mi stia ignorando non mi metto a farle un cazziatone.non voglio risultare ne pesante ne pressante. VARIANTE B (GIUSTA): vi siete accorti quanto in fretta l'ultima sera si sia chiusa il portone dietro ? Non era un caso. Amici carissimi, a questo punto mettetevi l'anima in pace perchè lei sarà sulla strada del ritorno che non vede l'ora di buttarsi alle spalle i giorni passati con voi. Non essendo più costretta ad interagire giocoforza, e potendo eliminarvi con un click, state certi che a risultare "pesanti" ed essere gettati dalla torre basterà un attimo,
quindi niente cazziatoni, niente di niente carissimi ed unici amici. Silenzio. I più arditi
di voi potranno dopo ALMENO 2 giorni giocarsi un formalissimo "ciao come va?", nel tentativo
di salvare un rapporto ormai fracassato, diluendo moltissimo la frequentazione per cercare a
lunghissimo termine di rimediare l'agognato amplesso. Liberissimi di farlo, e forse questa è
la tattica giusta, anche se la difficoltà della sua riuscita è tale che rasenta le stesse
possibilità che ha un cammello di passare per la famigerata cruna del famigerato ago. COROLLARIO: a quasi nessuno di voi dolci commilitoni riuscira di tenere le ditina lontane
dalle tastiere dei vostri congegni elettronici. Il fastidio di una bocciatura, la delusione,
ed a volte la rabbia o un subitaneo dolore vi faranno comporre quegli sms/messaggi di posta
elettronica che hanno l'amaro sapore dell'ultima, orgogliosa parola. A questo punto di
solito, immancabilmente, dopo il breve sollievo di essersi tolti un peso dal cuore, un altro
molto più grande lo sostituisce. Amici, non abbiate sensi di colpa, non crediate di aver
frantumato un rapporto per un email impulsiva. Se lei non risponde non è perchè con
quest'ultima azione l'avete definitivamente convinta a cancellarvi dalla vostra vita. Recenti studi dicono che solo il 50% delle femmine Y legge quegli "ultimi" messaggi del maschio X, e di quel 50% solo la metà risponde, cioè coloro che ancora sono interessate alla vostra presenza. In ultima analisi Ragazzi godetevi quello che vi siete guadagnati, godetevi le vostre
amicizie ed i vostri interessi. Godetevi le vostre donne. Tutte. Pensate comunque sempre che
di femmine Y è pieno il mondo e che voi avete il vostro "perchè", che non siete una "metà"
che ne aspetta unaltra per completare l'unità, ma che siete un "ente" completo ed
interessante...e fortunato. Si perchè siamo uomini in un mondo fatto da uomini per altri
uomini. Alla fine siamo fortunati no?
Iscriviti a:
Post (Atom)