Cadute nell'abisso, ispirazione e litri di Blues // Falls without rises, ispiration and gallons of Blues
post su "lettere e risposte"di Espressonline.it
Vorrei fare il Masaniello anche io per una volta.
Ho sperimentato per quel poco che posso "l'incomunicabilità" del nuovo millennio.Mi spiego :
Ho letto il libro di G. Pansa "l'utopia armata". Ho cercato di mettermi in comunicazione con lui a livello "telematico"ma...niente. La montagna di un testo che parla di qualcosa che ci coinvolge tutti come gli anni di piombo ha partorito il "topolino" di circa 3 indirizzi email dell'espresso e di questo piccolo blog.
Ovviamente senza che nessuno dei suddetti faccia le veci del sig. Pansa, che anche sul sito della collana "le radici" su cui ha pubblicato il suo libro è assente, pur ivi essendoci un blog.
mi chiedo e chiedo a chi come me ha capito almeno in parte la vera rivoluzione nella comunicazione prodotta da internet: ma abbiamo ancora bisogno di ascoltare questi soloni dell'editoria italiana, sia di Destra che di Sinistra?Questi "nonni" saccenti che coi loro fondi su giornali e riviste (questa ovviamente compresa) prendono posizione, a volte pontificano e parlano, parlano parlano... solo a chi vogliono loro, senza mai aprire un vero tavolo di discussione moderno come è un blog (ma nemmeno un email)?
Faccio una proposta "grilliana":
Quando andate in libreria, e vedete un saggio o comunque un testo che parla di argomenti che toccano la nostra storia comune (ma chi è più "grilliano" di me può applicare questo metodo a tutte le categorie), dalla Liberazione alla Parmalat, e non indica da nessuna parte un blog, un email o quant'altro che permetta al lettore di sedersi ad un tavolo "elettronico" di discussione per esprimere la propria idea,...non compratelo.
grazie
Post sul blog di www.leradici.net
Approposito di vittime innocenti:
tutti quei morti sul lavoro (per non parlare di coloro che non ci lasciano la pelle ma magari rimediano qualche storpiatura permanente) che tali sono grazie alla legge Biagi (con buona mano di D'antona prima e di Maroni poi)dove li mettiamo?
In una tomba, 3 metri sotto terra, ovvio.E soprattutto in silenzio.
E le loro di famiglie?
Quando Biagi partoriva quella legge (suo malgrado: se non era lui sarebbe stato un altro: la riforma del mercato del lavoro in italia andava fatta) non sapeva in cuor suo che conseguenze avrebbe provocato?
Calabresi non era nella stanza da dove Pinelli si è buttato in quel momento? Con ciò si vuol dire che non sapeva cosa stava succedendo la dentro?
Siamo seri e senza illusioni. Se si vuole parlare di politica si sappia che primariamente le persone al 90% agiscono in reazione a qualcosa, e che le pistole o 2 aerei carichi di gente o una cintura carica di esplosivo e bulloni servono a fare politica anch'essi. In maniera atroce, ma sempre politica è.
P.S.:
G.Pansa. ha scritto un bel libro sugli anni di piombo in questa collana. Ovviamente non c'è modo di scrivergli nepure un email.
Complimenti
tutti quei morti sul lavoro (per non parlare di coloro che non ci lasciano la pelle ma magari rimediano qualche storpiatura permanente) che tali sono grazie alla legge Biagi (con buona mano di D'antona prima e di Maroni poi)dove li mettiamo?
In una tomba, 3 metri sotto terra, ovvio.E soprattutto in silenzio.
E le loro di famiglie?
Quando Biagi partoriva quella legge (suo malgrado: se non era lui sarebbe stato un altro: la riforma del mercato del lavoro in italia andava fatta) non sapeva in cuor suo che conseguenze avrebbe provocato?
Calabresi non era nella stanza da dove Pinelli si è buttato in quel momento? Con ciò si vuol dire che non sapeva cosa stava succedendo la dentro?
Siamo seri e senza illusioni. Se si vuole parlare di politica si sappia che primariamente le persone al 90% agiscono in reazione a qualcosa, e che le pistole o 2 aerei carichi di gente o una cintura carica di esplosivo e bulloni servono a fare politica anch'essi. In maniera atroce, ma sempre politica è.
P.S.:
G.Pansa. ha scritto un bel libro sugli anni di piombo in questa collana. Ovviamente non c'è modo di scrivergli nepure un email.
Complimenti
lettera per il Signor Giampaolo Pansa
Salve signor Pansa
Sono un 30enne toscano. In vacanza ho letto il suo libro "l'utopia armata ".
Precedentemente aveve letto il testo di Rao"la fiamma e la celtica".
Naturale che li abbia messi a confronto.
Soprattutto per cercare di capire come mai in italia uno scrittore relativamente poco conosciuto come Rao riesce a produrre un analisi del neofascismo di esemplare chiarezza,non priva di slanci narrativi ma sempre permeata da grande lucidità ed efficacia, mentre una grandissima firma del giornalismo come lei, coinvolto così da vicino nel mondo dell'estremismo di sinistra , produce una specie di romanzo di appendice, un soggetto che per assurdo pare calzare a pennello per uno di quegli sceneggiati tv che inquinano rai e compagnia bella.
Ci sono i buoni e i cattivi.
I buoni sono intelligenti, sensibili,probi, ed ovviamente belli.
I cattivi beh... Devo continuare ?
La cosa che più mi stupisce è che in oltre 300 pagine di testo non ci sia una seria riflessione sul perchè.
Perche un professore universitario, un buon operaio,un medico ecc. Decidono di buttare le loro vite e gettarsi nel pozzo di un avventura pazza come l'eversione armata .
Per noia?per disperazione ? Per arditismo? Certo... Anche.
Le persone hanno dei motivi per quello che fanno, e soprattutto agiscono quasi sempre in reazione a qualcosa che vedono o subiscono .
Perché non ho trovato nemmeno una minima riflessione sulle motivazioni , sulle cause ,tanto più che l'ultima revisione del testo è del 2005.
Ecco... In questo nuovo millennio, che motivazioni una persona, uno come me potrebbe trovare per avvicinarsi all'eversione ?
Personalmente non ho vissuto la stagione delle B.R. e gli anni di piombo,però ero abbastanza grande quando sono avvenuti gli omicidi Biagi e D'antona. Come mai non ne fa accenno nel suo libro? Sarà mica perché agli occhi di lettori giovani è facile dipingere un Calabresi come un principe tra gli uomini, mentre le è impossibile farlo per i due sopracitati?
Difficile far bere ad un precario la favola del funzionario innocente che produce con solerzia ma senza malizia una legge che nel giro di pochi anni ha tolto a noi giovani ogni speranza di costruirsi un futuro .
Ok è chiaro poi che se non fossero stati loro due lo avrebbero fatto altri. Quella riforma in realtà ci allinea col mondo del lavoro anglosassone, ovviamente col"correttivo" all'italiana:nei paesi nordici il precario, proprio perchè tale, viene pagato di più . Da noi il contrario ...ma i poveri Biagi e D'antona che ne potevano sapere di questa degenerazione ? Loro erano solo due tecnici .
Ovviamente ora sono due martiri
come vuole la prosopopea.
Facile, molto facile.
Io ancora aspetto un intellettuale coraggioso che analizzi freddamente le motivazioni degli anni di piombo e ne dia una chiave di lettura dei tempi attuali.
La lascio con un ultima domanda.
guardi l'italia oggi: secondo lei come è messa rispetto a quella in cui si svolsero quei fatti sanguinosi?
Quanto ci vorrà prima che le armi tornino a sparare ?
Sono un 30enne toscano. In vacanza ho letto il suo libro "l'utopia armata ".
Precedentemente aveve letto il testo di Rao"la fiamma e la celtica".
Naturale che li abbia messi a confronto.
Soprattutto per cercare di capire come mai in italia uno scrittore relativamente poco conosciuto come Rao riesce a produrre un analisi del neofascismo di esemplare chiarezza,non priva di slanci narrativi ma sempre permeata da grande lucidità ed efficacia, mentre una grandissima firma del giornalismo come lei, coinvolto così da vicino nel mondo dell'estremismo di sinistra , produce una specie di romanzo di appendice, un soggetto che per assurdo pare calzare a pennello per uno di quegli sceneggiati tv che inquinano rai e compagnia bella.
Ci sono i buoni e i cattivi.
I buoni sono intelligenti, sensibili,probi, ed ovviamente belli.
I cattivi beh... Devo continuare ?
La cosa che più mi stupisce è che in oltre 300 pagine di testo non ci sia una seria riflessione sul perchè.
Perche un professore universitario, un buon operaio,un medico ecc. Decidono di buttare le loro vite e gettarsi nel pozzo di un avventura pazza come l'eversione armata .
Per noia?per disperazione ? Per arditismo? Certo... Anche.
Le persone hanno dei motivi per quello che fanno, e soprattutto agiscono quasi sempre in reazione a qualcosa che vedono o subiscono .
Perché non ho trovato nemmeno una minima riflessione sulle motivazioni , sulle cause ,tanto più che l'ultima revisione del testo è del 2005.
Ecco... In questo nuovo millennio, che motivazioni una persona, uno come me potrebbe trovare per avvicinarsi all'eversione ?
Personalmente non ho vissuto la stagione delle B.R. e gli anni di piombo,però ero abbastanza grande quando sono avvenuti gli omicidi Biagi e D'antona. Come mai non ne fa accenno nel suo libro? Sarà mica perché agli occhi di lettori giovani è facile dipingere un Calabresi come un principe tra gli uomini, mentre le è impossibile farlo per i due sopracitati?
Difficile far bere ad un precario la favola del funzionario innocente che produce con solerzia ma senza malizia una legge che nel giro di pochi anni ha tolto a noi giovani ogni speranza di costruirsi un futuro .
Ok è chiaro poi che se non fossero stati loro due lo avrebbero fatto altri. Quella riforma in realtà ci allinea col mondo del lavoro anglosassone, ovviamente col"correttivo" all'italiana:nei paesi nordici il precario, proprio perchè tale, viene pagato di più . Da noi il contrario ...ma i poveri Biagi e D'antona che ne potevano sapere di questa degenerazione ? Loro erano solo due tecnici .
Ovviamente ora sono due martiri
come vuole la prosopopea.
Facile, molto facile.
Io ancora aspetto un intellettuale coraggioso che analizzi freddamente le motivazioni degli anni di piombo e ne dia una chiave di lettura dei tempi attuali.
La lascio con un ultima domanda.
guardi l'italia oggi: secondo lei come è messa rispetto a quella in cui si svolsero quei fatti sanguinosi?
Quanto ci vorrà prima che le armi tornino a sparare ?
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